Scarpe da running: che drop scegliere?

Tra i tanti parametri che consentono di classificare le scarpe da running c’è anche il drop: ecco cos’è

Il mondo delle calzature da running ha subito una grande evoluzione negli ultimi anni. Innovazioni e tendenze che non accennano ad arrestarsi e che spesso rendono l’acquisto delle scarpe da corsa un processo affascinante anche se, alle volte, può rivelarsi un po’ disorientante. Si è passati, ormai una decina di anni fa, dall’arrivo delle scarpe minimaliste, che probabilmente trovano la massima espressione nel modello Five Fingers di Vibram, alle scarpe super ammortizzate con delle intersuole importanti sulla scorta dei modelli di Hoka One One. Infine, dal maggio 2017, col progetto “Breaking 2:00:00” promosso dalla Nike, abbiamo assistito alla comparsa delle scarpe con piastra in carbonio. Carbon plate inserite nell’intersuola che consentono di avere spinta e reattività come mai era accaduto in passato. Tutto questo ha stravolto le scarpe da gara le quali hanno rivoluzionato il proprio design realizzandosi con intersuole con uno stacco più elevato e mescole più morbide e quindi più ammortizzate.

Drop: che cos’è —

Tra i tanti parametri che consentono di discriminare e quindi classificare i molti modelli da running e dunque orientarci nel loro acquisto c’è anche il drop. Tradotto talvolta come offset, il drop non è altro che un valore che indica la differenza di altezza, espressa in millimetri, che c’è tra la zona tallonare dell’intersuola e quella dell’avampiede. In questo senso, il differenziale ci dice quanto il nostro tallone sarà più in alto rispetto all’avampiede, e dunque che “inclinazione” avrà il nostro piede. Si deve prestare attenzione, però, al fatto che il drop mostra una differenza ma non ci dice da quali valori è data. Cosa significa? Ci possono essere modelli di scarpe da running che pur presentando lo stesso drop hanno grandi differenze in termini di ammortizzazione e stacco. È il caso di alcuni modelli dell’azienda americana Altra running che pur essendo a drop zero non possono essere definiti minimalisti, in virtù dell’elevato livello di ammortizzazione che offrono. Massima attenzione a non confondere, dunque, il drop zero con le scarpe minimaliste. Un altro esempio è dato dai modelli dell’azienda Hoka One One che pur presentando drop di 4 o 5 millimetri si caratterizzano per lo stacco del tutto consistente.

Alla luce di questo, per quello che riguarda il drop, possiamo classificare le scarpe da running in questo modo:

  • Drop zero: 0mm
  • Drop basso: 1 – 4mm
  • Drop medio: 5 – 8mm
  • Drop alto: +9mm

 

Come scegliere il drop? —

Come già detto in precedenza, il differenziale è solo uno dei parametri che ci permettono di scegliere quale sia la scarpa da running più adatta alle nostre esigenze. Nella maggior parte dei casi, ci sono altri parametri che risultano prioritari rispetto al drop: comfort, flessibilità, calzata. Il differenziale, infatti, è un aspetto che dovrebbe interessare maggiormente chi corre già da qualche anno. In ogni caso, cerchiamo di capire meglio quali possono essere gli effetti nell’utilizzare scarpe con un drop basso o viceversa con uno alto. È importante sottolineare come il passaggio da una parte all’altra debba verificarsi con molta gradualità. Proprio per questo motivo chi si approccia al mondo del running non dovrebbe scegliere calzature con un drop troppo basso, ovvero sotto i 6 millimetri. Questo per dare una certa continuità all’assetto che si ha con le normali scarpe lifestyle, indossate tutti i giorni.

L’utilizzo di calzature con un drop basso favorisce un appoggio di mesopiede e avampiede, facilita l’aumento della cadenza ed è più apprezzato dai trail runner i quali trovandosi a correre su terreni sconnessi hanno la necessità di “sentire” gli appoggi e avere un’ottima reattività. Viceversa, correre con scarpe con un drop elevato ci permette di avere un appoggio più guidato, soprattutto nella zona tallonare, e in particolare ci permette di avere sollievo nel caso di problemi al tendine d’Achille o quando si è affetti da fascite plantare.

Da quanto abbiamo detto fino ad ora è facile capire come anche il drop debba essere preso insieme ad altri valori e parametri. La valutazione di una calzatura da running deve essere fatta considerandola globalmente. Inoltre, non dimentichiamo di prestare ascolto a quello che ci comunica il nostro corpo, in questo caso i nostri piedi. Ancor più che schede tecniche, recensioni, consigli e dati specifici dovrebbero essere le nostre sensazioni a dettare legge.

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