Giro d’Italia 2023 approda in Versilia

Il 16 maggio 2023 ci diamo tutti appuntamento a Viareggio con un cappellino rosa in testa e tanta voglia di applaudire da dietro le transenne che delimiteranno l’arrivo della 10a tappa dell’edizione 106 del Giro d’Italia, presentato oggi al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano nel corso di un evento spettacolo condotto da Cristina Fantoni e Paolo Kessisoglu, che ha visto la partecipazione di Vincenzo Nibali ed Alberto Contador oltre che del vincitore dell’ultimo Giro d’Italia Jay Hindley, dell’ultimo vincitore della Maglia Ciclamino Arnaud Demare e di Koen Bouwman, vincitore della Maglia Azzurra degli scalatori nell’edizione del 2022.

Per chi vorrà non sarà necessario accalcarsi sul traguardo di Viareggio ma potrà vedere i corridori anche prima, sistemandosi magari sulla discesa che cala a valle dal Passo delle Radici o sullo strappo di Montepepoli o seduto su un paracarro qualsiasi, come nella famosa canzone di Paolo Conte, con in mano una bibita ed un panino con la finocchiona.

Il Giro d’Italia torna a Viareggio dopo 41 anni, quando Giuseppe Saronni vinse lo sprint sul traguardo di Piazza Mazzini, tagliando in due la brezza marina con la bicicletta al cospetto di tanta gente e di giovani piante di palma, precedendo di forza Paolo Rosola e lo svizzero Robert Dill Bundi, corridore nato nel cantone vallese, ciclista senza infamia e senza lode.

La tappa viareggina è lunga 190 chilometri e parte da Scandiano, paese reggiano dopo la gente si appassiona all’hockey su pista.

La frazione è adatta ai velocisti anche se la carovana deve affrontare un dislivello di 2.400 metri per colpa del Passo delle Radici, posto sul percorso al chilometro 80 e possibile alleato di chi vuol far saltare l’arrivo in volata.

Il giorno dopo la Corsa Rosa riparte ancora dalla Toscana, da Camaiore alla volta di Tortona, 218 chilometri con 2.100 metri di dislivello da superare, complici il Passo del Bracco, Colla di Boasi e Passo della Castagnola.

Anche questa frazione sembra adatta ai velocisti, che in tutto hanno otto tappe a disposizione per sgomitate e colpi di reni.

Le prove a cronometro sono tre per un totale di 70,6 chilometri.

Sette sono invece le tappe di montagna che gli organizzatori hanno disegnato sulla penisola con altrettanti arrivi in salita compresa la difficile cronoscalata del Monte Lussari. La Cima Coppi del Giro 2023 è fissata sul Colle del Gran San Bernardo, a 3.469 metri di altitudine.

Le altre sono tappe mosse ed insidiose, che vanno a completare il menù del prossimo Giro d’Italia, 51.300 metri di dislivello lungo 3.448,6 chilometri totali da percorrere con partenza dalla Costa dei Trabocchi in Abruzzo il 6 maggio ed arrivo a Roma il 28 maggio.

L’unico sconfinamento del Giro è previsto in Svizzera con l’arrivo in salita a Crans Montana.

Per conoscere i partecipanti è ancora presto anche se sappiamo già che Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard non verranno di sicuro, troppo occupati a sfidarsi ancora una volta sulle strade del Tour.

Probabilmente alla partenza abruzzese si presenterà però il Campione del Mondo Remco Evenepoel, magari insieme a Primoz Roglic ed a Damiano Caruso.

Lo spettacolo è comunque assicurato indipendentemente da chi ne sarà l’interprete.

Sicura protagonista la fatica, accompagnata da tante storie da raccontare.

Del resto, come ha scritto Claudio Gregori, “La bicicletta non è un viluppo di metallo, un insieme inerte di leve e ruote. E’ arpa birmana. Sinfonia. Un dono della vita. Trasforma in musica storie di uomini. Anche tragedie”.

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