LA BELLEZZA E ‘ UN CONCETTO ASSOLUTO, O RELATIVO? VENERE NELL’ARTE

di SUSANNA BENASSI Venere per i romani, Afrodite per i greci e 'una delle dee più conosciute, simbolo dell'amore e della bellezza. La leggenda sulla sua nascita non trova un'univoca narrazione. In alcuni scritti sembra aver preso vita dal seme di Urano quando i suoi testicoli recisi dal figlio Crono caddero in mare, in altri sarebbe figlia di una conchiglia. Il denominatore comune in entrambe le versioni vede comunque la dea sorgere dalla spuma delle onde marine.

 

Come simbolo consacrato alla bellezza, la dea e' stata raffigurata nel corso dei secoli in innumerevoli opere artistiche che la ritraggono sempre diversa nelle forme anatomiche a seconda dell'epoca storica di rifermento. Segno questo che denota come il concetto "bellezza" non possa considerarsi un "assoluto, identificabile in un "canone corporeo" statico e riconducibile ad elementi dati. Il modello di "bellezza" e' un assunto culturale e temporale e la storia dell'arte, come anche  la filosofia ce lo dimostrano palesemente. L'immagine estetica ha subito innumerevoli trasformazioni,evolutive e involutive in ritmo alternato, fino ai giorni nostri, evidenziando come una società possa essere educata a considerare "Bello" ciò che   per "imposizione" si e'  deciso debba esserlo. Un tema questo più che mai attuale, in una società come la nostra che si muove spesso inconsapevolmente nel sentiero dell'omologazione tout court. Per comprendere appieno quanto sia limitativo considerare bello ciò che ci viene imposto come tale, basterebbe introdurre nel nostro ragionamento un secondo concetto che pure esiste e si pone ad argine di una visione passiva che accoglie input dall' esterno senza porre resistenza : il concetto del "gusto".La dimostrazione di quanto la bellezza in genere, ma soprattutto quella femminile, non possa ricondursi ad un calcolo matematico delle proporzioni, ma al gusto e' evidente se osserviamo e mettiamo a confronto, per esempio, le varie opere raffiguranti la dea della bellezza per eccellenza -Venere-nel corso della storia.

Se raggruppassimo queste rappresentazioni e le osservassimo fuori dal loro contesto storico, attraverso il nostro gusto "attuale" non potremmo che definirle brutte! La Venere al bagno di Rubens, un capolavoro dell'arte,  ne e' un esempio eclatante. Una donna dalle forme strabordanti, dalle carni flaccide che si atteggia in posa sensuale, ci appare quasi ridicola se trasferita ai giorni nostri.Ma  quest'immagine estetica, nell'epoca in cui fu realizzata, rappresentava il non plus ultra femminino. Se pensiamo che attraverso il modello Vitruviano la scienza ha tentato di razionalizzare le forme, stabilendo con una formula matematica le proporzioni che un corpo umano deve avere per essere considerato "bello" questa immagine rubensiana ci fa sorridere! Eppure, questo corpo femminile e'  ritratto dall'artista nel rispetto di quelle proporzioni. La bellezza quindi non e' un concetto assoluto, bensì relativo e soggettivo, ma soprattutto non è separabile da ciò che sta dentro il corpo -la personalità – quello che spesso definiamo "un non so che" rappresentato da caratteristiche immateriali ma estremamente potenti quali la dolcezza, la sensualità, l'intelligenza che rendono unica e irripetibile quella determinata donna. Ci piace ciò che ci attrae.Cio' che vorremmo fare nostro. Il drammaturgo norvegese Henrik Ibsen, afferma : “Che cos’é la bellezza? Una convenzione, una moneta che ha corso solo in un dato tempo e in un dato luogo”.

L'arte insegna a vedere oltre le convenzioni, a sviluppare un proprio e personale percorso mentale, ad osservare con i propri occhi.



Nella foto:  Venere al bagno, 1612-15 circa, Vaduz, Fürstlich Liechtensteinische Gemäldegalerie

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