LA POETICA SILENZIOSA DI GIORGIO MORANDI

di SUSANNA BENASSI Giorgio Morandi (Bologna, 20 luglio 1890 – Bologna, 18 giugno 1964) pittore e incisore e' considerato uno dei maggiori esponenti della pittura italiana del '900.Conosciuto soprattuto per le  nature morte che hanno come soggetto,bottiglie, bricchi ,ciotole e fiori ,anche se nella sua produzione sono presenti diversi dipinti di paesaggi o, "paesi", come amava definirli lui stesso.Ma quale significato possono avere delle semplici bottiglie ritratte su una tela? La critica si è sbizzarrita nel tentare di attribuire messaggi nascosti dietro semplici forme, ripetute nel tempo, eppure sempre diverse, senza però arrivare ad un parere unanime e condiviso. Persona solitaria, e schiva fin quasi all'isolamento, Giorgio Morandi ha vissuto tutta l'esistenza nella casa di famiglia con la madre e le sorelle. Unica  "eterna" passione e' stata la pittura, alla quale ha dedicato tutto se stesso, ricevendone in cambio un totale appagamento. Le  "bottiglie" di Morandi, non sono semplici contenitori, ogni tela che le ritrae in colori tenui, spesso "gessati", illuminata da una luce impalbile, ma viva ,ha qualcosa di "magico", ipnotico. Semplici oggetti che evocano in chi li osserva, sentimenti "delicati", teneri e intrisi di una serenità avvolgente. La pittura morandiana, non ha tempo, ne è fuori e dentro, sospesa in una dimensione fruibile oggi, come ieri, come domani, perché rifiuta l'identità "codificata" delle cose. La realtà stessa, e' per l'artista "surreale": "Per me non vi è nulla di astratto: peraltro ritengo che non vi sia nulla di più surreale, e di più astratto del reale." (Giorgio Morandi). La bottiglia, quindi, da semplice oggetto "funzionale", privata della sua identità specifica, si trasforma in una sorta di "musa ispiratrice" ,da riempire ogni volta con nuovi significati,indotti da stati d'animo del momento. E' solo un "mezzo", un "segno" tramite il quale, e' possibile esprimere, un universo emotivo che solo chi tiene in mano il pennello, conosce, ma che misteriosamente e' capace di trasmettere in chi sa "vedere" oltre il visibile.L'elemento metafisico si esplicita in Morandi in maniera più intimistica e quindi poetica e sentimentale, che non  ironica-intellettualistica come invece presente e distintiva nell'opera di altri grandi interpreti di questa corrente artistica (vedi De Chirico). Difatti il pittore bolognese, pur avendo vissuto momenti di condivisione con futuristi e surrealisti, non si omologa, ma individua una sua personale forma espressiva che lo rende unico e riconoscibile.

Molte delle opere dell'artista sono custodite nel Museo Morandi di Bologna.

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