L’ARTE NEL MONDO: PICASSO, IL GENIO DEL “SENTIRE”, A BARCELLONA

di Susanna Benassi

Pablo Picasso (Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Annibali Picasso (Malaga 1881-Mougins 1973) è considerato uno dei maestri dell'arte del XX secolo. Pittore, scultore, ma soprattutto uomo capace di esprimere attraverso l' arte gli stati d'animo più complessi. Fin da bambino dimostra di possedere un talento innato per il disegno che il padre Jose'Ruiz, pittore naturalista e insegnante di disegno alla scuola di Belle Arti, riconosce e incentiva nel figlio. Nel 1896, a soli quindici anni, espone per la prima volta. L’opera, “La Prima Comunione”, realizzata secondo i canoni accademici (realismo, contenuto morale, mobilità dell'immagine) ritrae la sorella Lola. Ma il genio di Picasso non si espliciterà tanto in una ricerca spasmodica di una qualche specifica tecnica pittorica quanto nell’adeguare la stessa al fine di esprimere i sentimenti e le turbolenze che sente nell'animo. I colori e le forme sono elementi che possono essere associati tra loro in infinite combinazioni al fine di esprimere un'emozione, la sua. Dipinge la realtà così come la "sente". Lui stesso disse:" Dipingere non è un'operazione estetica: è una forma di magia, intesa a compiere un'opera di mediazione tra questo mondo ostile e noi". La genialità dell'artista è tutta nella sua personalità duale: da un lato un tumulto di sentimenti e passioni uniti a un disincanto nei confronti dell'esistenza e dall'altro la conservazione del lato "bambino" che agisce con entusiasmo, irruenza, che ama sperimentare.
La sua vita artistica viene distinta in periodi: il "Periodo Blu'" (1901-1904) così chiamato per l'uso monocromo del colore blu raccoglie una serie di tele che hanno come soggetto gli emarginati, gli umili, coloro che vivono una situazione di disagio. Sono ritratti intrisi di malinconia che trasmettono un senso di oppressione, una mancanza di speranza. Tra il 1905 e il 1907 viene collocato il "Periodo Rosa". In questi anni Picasso vive un' intensa storia d'amore con una ragazza sua coetanea Fernande Olivier che ritrae in moltissimi dei suoi quadri. Sono opere dai toni più gioiosi rispetto alle precedenti seppure si nota in sottofondo una malinconia strisciante propria della sua personalità. Il rosa diventa il colore predominante nella raffigurazione di soggetti prevalentemente legati al mondo del circo come i saltimbanchi, gli acrobati immortalati però fuori dal loro contesto scenico forse nell’intenzione di sottolineare la fatica e l'impegno che il mestiere richiede. Seguono, il cosiddetto "Periodo Africano" (1907-1909) in cui l'arte africana permea il lavoro dell'artista, poi, il "Periodo Cubista", del quale ‘Les Demoiselles D'Avignon’ ne rappresentano l'inizio, dove il volume e lo spazio si semplificano e le rappresentazioni diventano incastri di visioni parziali. Nella fase del cosiddetto "Cubismo Analitico" (1910-1912) in cui " lo spazio" inteso in senso fisico non esiste, ma esiste in senso " mentale", gli oggetti sono come frantumati, distinti in ogni loro parte e ricondotti a un' immagine estetica ben strutturata. Approda poi ( 1912 al 1914 ) al "Cubismo Sintetico", la forma diviene sintesi, ossia, l'oggetto reale è rappresentato attraverso una composizione di forme geometriche semplici che lo riproducono sinteticamente. Per poi tornare, dopo la Prima Guerra mondiale, a una produzione di stile neoclassico.

 

 

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