Dan Brown ” Ringrazio i miei genitori per non avermi mai fatto guardare troppa televisione”

di GIULIA BERTOLI Pietrasanta stracolma e affluenza da record in Piazza del Duomo: è cosi che comincia la quarta edizione del format “Anteprime Mondadori”, una full immersion di tre giorni, dal 7 al 9 giugno,, di grande collisione sociale e culturale. Ancora meglio se ad inaugurarlo, il format, è proprio lui, Dan Brown, l’attesissimo scrittore statunitense, “guru” del genere “thriller”, che ha appassionato milioni di lettori, senza,a quanto pare, sbagliare un colpo. Accolto dal sindaco Domenico Lombardi e dal direttore di Mondadori Riccardo Cavallero, sale sul palco accolto da oltre 6000 persone. E’ un vero e proprio tifo da stadio, quello che riscalda fin da subito l’atmosfera” Di posti ne ho visti tanti, ma questa piazza è bellissima, la migliore”; è cosi che si presenta lo scrittore, scortato dall’interprete, . Quello che segue, è un vero e proprio monologo di ricordi personali, esperienze, emozioni, che per più di un’ora e mezzo lasciano senza fiato il muro di folla in ascolto. Un excursus di vita privata che si incrocia ai grandi successi di copertina, da “Il Codice da Vinci”, a “Inferno”, l’ultimo best seller in uscita. L’autore infatti, decide di mettersi completamente a nudo, rivelando con ironia le sue radici più profonde. Estremamente creativo fin da piccolo, pubblica il suo primo libro a 5 anni, lui dettava e la mamma scriveva. “Ci credo”, afferma, “con una famiglia come la mia”. Il padre era un insegnante di matematica e la madre direttrice del coro della chiesa. Due mondi opposti, quelli che lo hanno sempre circondato: da una parte l’estrema razionalità, dall’altra l’amore per Dio e per la religione. Due mondi che ha toccato con mano, grazie ai quali ha iniziato a farsi delle idee precise, ad intraprendere il suo percorso, condividendo tutto il bagaglio ricevuto dalla sua famiglia, con il resto del mondo. Due realtà, che scopre non essere poi cosi lontane l’una dall’altra: ” Noi esseri umani cerchiamo di rispondere alle domande poste dalla scienza, invocando Dio”; questo l’aspetto emblematico che lo ha sempre affascinato molto. Tra aneddoti divertenti, qualche battuta in italiano, ed un saluto alla moglie, sempre accanto a lui e presente tra le prime file, sotto il palco, l’autore statunitense decide di concludere il suo monologo con una celebre frase di Kafka: ” Perchè scrivere, è una discesa nel freddo abisso del se”. Infine, ringraziando i suoi genitori, responsabili della sua creatività, per non avergli mai permesso di guardare troppa televisione, Mr Brown saluta ancora la folla emozionato, tra applausi ed ovazione generale.

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