Isa Danieli con ” L’Abissinia” a Pietrasanta

Appuntamento martedì 26 febbraio con la grande attrice Isa Danieli porta in scena al Teatro Comunale di Pietrasanta L’ABISSINA Paesaggio con figure, testo e regia di Ugo Chiti, per il sesto appuntamento della stagione di prosa firmata per la direzione artistica da Luca Lazzareschi, promossa e organizzata dalla Fondazione La Versiliana in collaborazione con il Comune di Pietrasanta. Un viaggio nei primi anni del ‘900, all’origine della nostra storia la cui eco si riverbera fino agli anni della cronaca più recente. L’ABISSINA Paesaggio con figure, in scena alle 21.15 al Teatro Comunale di Pietrasanta nell’ambito della stagione dei TEATRI DELLA VERSILIA è la prima pietra di quell’edificio drammaturgico che Ugo Chiti ha costruito intorno alla sua Arca Azzurra per raccontare attraverso il microcosmo rurale toscano un paesaggio ben più vasto, quello della storia del nostro intero paese nel corso di tutto il secolo scorso fino ad approdare a questi anni 2000. Non è un caso che tale testo, messo in scena la prima volta dalla compagnia nel 1993, abbia trovato in Isa Danieli un interesse così forte da suggerirne il riallestimento che vedesse la grande attrice napoletana al centro della vicenda, a suo modo “verghiana”, del balletto tragicomico intorno al vecchio despota Lucesio che in un’agonia continuamente interrotta, sempre sull’orlo della morte da tutti invocata, è alla ricerca di un erede degno della sua “roba”, in un crescendo parossistico di nascite mostruose. (Inizio spettacolo ore 21.15 ; biglietti da 12 a 24 Euro; info 0584 265733 – 795511 www.laversilianafestival.it; con riduzioni per over 65 e under 25 studenti, Soci Coop e Soci BCC). Sul palco al fianco di Isa Danieli, un cast di interpreti storici della Compagnia Arca Azzurra: Barbara Enrichi, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Lorenzo Carmagnini, Andrea Corti, Giulia Rupi, Cristina Torrisi, si muoveranno sulle scene realizzate da Daniele Spisa. I costumi sono di Giuliana Colzi, le luci di Marco Messeri e la musica originale e l’adattamento di Vanni Cassoti e Jonathan Chiti Accolto al suo debutto da una unanimità di consensi critici a volte entusiastici, dopo che molti, semplici spettatori e operatori del settore, hanno più volte richiesto una ripresa dello spettacolo, questo affresco illuminato da una luce cruda, attraversato da continue sciabolate di secca comicità e da un feroce sarcasmo, L’ABISSINA Paesaggio con figure è il primo lavoro che Arca Azzurra ripropone in una nuova versione, dopo aver presentato al suo pubblico, per ventisette anni, solo testi inediti quasi tutti scritti dal suo “dramaturg” Ugo Chiti. La storia Toscana 1910. Un medico, modesto pittore dilettante, ritrae Volpino e sua moglie Argia incinta di sei mesi. Il medico è assertore di una pittura il più possibile aderente alla realtà e la sua visione del mondo non va al di là di una manierata convenzionalità. I due occasionali modelli sono poveri, pieni di figli e si prestano a farsi ritrarre in mezzo ad una strada bianca sotto il sole cocente per raccogliere informazioni dal medico sul decorso della malattia che ha colpito Lucesio, ricco, tirannico possidente, zio di Volpino, unico suo erede. Il vecchio sta agonizzando da vari giorni, Volpino attende la morte dello zio come unica soluzione alla sua miseria, ma anche come rivalsa per tutte le umiliazioni subite. Nunzia, serva e amante del vecchio vorrebbe far riconoscere all’uomo in punto di morte la paternità della figlia Giacinta, afflitta da una evidente deformità. Lucesio è perseguitato da una grottesca dannazione: malgrado una esuberante virilità, nella sua vita ha concepito solo creature mostruose, sopravvissute poche ora al parto. Ossessionato dal desiderio di avere un figlio sano ha messo incinta Ersilia, la moglie bambina del suo amministratore Gedeone, sicuramente con la complicità morale di quest’ultimo. Un improvviso miglioramento del vecchio Lucesio crea intorno al suo letto un continuo alternarsi di attese, n gioco di piccoli interessi che coinvolgono i destini dei vari personaggi, tra cui una vecchia contessa ormai ridotta ad una patetica larva. Gradualmente il dottore viene a conoscenza delle diverse paure che animano i personaggi: l’angoscia di partorire un mostro che attanaglia Ersilia, i timori di Nunzia che la spingono a pianificare impossibili alleanze con la famiglia di Volpino. Tutto sempre segnato dall’inquietante presenza di nascite mostruose. Ersilia darà alla luce una ennesima creatura deforme e morta e il tirannico Lucesio ricadrà in una delirante agonia mettendo ancora in moto le speranze di Volpino, ma il grido della moglie lascia intendere che anche lei è incinta del vecchio Lucesio e quindi portatrice di un nuovo mostro.

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