Iniziative in Versilia contro la violenza sulle donne

Un momento di riflessione. Ma, soprattutto, un momento per provare a cancellare, definitivamente, una vergogna. La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne a cura della Campagna del Fiocco Bianco, organizzata dall’Unione dei Comune della Versilia (Stazzema, Forte dei Marmi, Seravezza, Massarosa, Pietrasanta e Camaiore) per la ricorrenza del 25 novembre, presenta un programma rgeneroso di eventi. Si inizia domani 17 novembre con la presentazione del libro “La strega e le altre” di Maria Vittoria Nardini, con le illustrazioni di Grazia Marzano, in programma alle 11.00 presso la sala di rappresentanza del comune di Massarosa. Seguirà, il 23 novembre, la consegna dei fiocchi bianchi davanti alle scuole del territorio e alle 21.00 presso il Palazzetto della Cultura a Cardoso di Stazzema è in programma il proiezione video e il dibattito successivo di “La voce delle donne di S. Anna nel buio della strage”. Il 30 novembre al teatro Vittoria Manzoni a Massarosa alle 21.00 è previsto lo spettacolo teatrale “IN- SANITARIUM” a cura della compagnia Nuvolanove. A corollario di questi eventi, è stato avviato a novembre e proseguirà a dicembre la terza edizione del corso teorico pratico di autodifesa, realizzato in collaborazione con la Questura di Lucca presso Villa Le Pianore nel comune di Camaiore. “La violenza –spiega il consigliere delegato di Forte dei Marmi all’Unione dei Comuni Giuliana Cecchi è ancora la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni. In Italia ogni 2 giorni muore una donna per mano del proprio o ex compagno. La sentenza di archiviazione per gli imputati della strage nazista di S.Anna di Stazzema ci dà modo di rileggere la strage in un ottica di violenza di genere,che arma la mano del maschio sia esso soldato, marito, ex marito compagno o ex. Per la donna il ruolo di Madre era un accesso al rispetto, alla dignità… Oggi come allora, l’essere donna e madre non si accorda più con il vecchio: “.. prima le donne ed i bambini….”. La maternità non tutela e quando gli abitanti dei borghi dell’ alta Versilia si interrogarono sul comportamento da tenere in caso di rastrellamento delle frazioni, le donne di S. Anna ritennero che il loro essere Madri o addirittura in attesa le ponesse al riparo dalle violenze della guerra. Bruna ebbe a dire: “… i tedeschi? cosa volete che mi facciano… ho una bambina di 20 giorni al seno… non mi toccheranno davvero!” Questo invece fu motivo di accanimento e otto donne in gravidanza furono uccise secondo modalità che giustificano qualunque aggettivo dispregiativo si voglia usare a condannare il comportamento degli assassini. Centotrenta bambini di ogni età ebbero la stessa sorte, centinaia le donne. Negli ultimi anni c’è stata una forma di recrudescenza degli omicidi fatti dagli ex, che colpiscono la donna proprio quando finalmente riesce a uscire da una situazione che non le va più.. La metà di questi omicidi sono avvenuti nelle regioni del nord, dove le donne sono più indipendenti, lavorano di più, sono più libere, è lì che scatta la punizione. Le donne uccise vanno viste come vittime di una vera e propria guerra di liberazione : l’onda di violenza che colpisce le donne è tanto più forte quanto più grande è il bisogno delle donne italiane di conquistare veramente la pari opportunità, cominciando dalla relazione e dal delicatissimo terreno del rapporto sentimentale tra uomo e donna. Proprio su questo terreno, apparentemente così privato e intimo, che si può leggere come siamo fatti tutti noi,com’è la nostra società nel profondo.”

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