Allevi ‘ star’ il 26 luglio in Versiliana

Giovanni Allevi Il “filosofo del pianoforte” presenterà alla Versiliana i brani tratti dal suo ultimo lavoro discografico Alien (Bizart/Sony Music 2010), uscito lo scorso 28 settembre direttamente al secondo posto della classifica Fimi-Nielsen, vincitore del disco d’oro e che ha venduto nel giro di poche settimane oltre 30mila copie Giovanni Allevi è uno dei maggiori compositori puri dell’attuale panorama internazionale. Le sue composizioni tratteggiano i canoni di una nuova Musica Classica Contemporanea, attraverso un linguaggio colto ed emozionale, che prende le distanze dall’esperienza dodecafonica e minimalista, per affermare una nuova intensità ritmica e melodica europea. Centinaia di migliaia di ragazzi amano la sua musica, filmano i suoi concerti, riportano sui blog e sul diario di scuola i suoi pensieri. Mantengono un rapporto diretto con lui tramite la posta elettronica, cui risponde personalmente. Ma lui meravigliato sostiene: “ Il loro affetto è un mistero”. Ha quarant’anni e ne dimostra quindici di meno. E’ laureato con Lode in Filosofia con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea” e diplomato in Pianoforte e Composizione con il massimo dei voti, ma dice: “guardo il mondo con gli occhi di un bambino”. Sul palco sale in jeans, felpa e scarpe da ginnastica, non per rinnovare il look del concertista classico, ma per sentirsi totalmente se stesso: per lui nella musica l’importante sono le note, tutto il resto è superfluo. I suoi miti musicali sono Bach, Chopin, Rachmaninov, ma anche Gershwin, Corea, Nyman e Glass. Soffre di attacchi di panico ed è costantemente in preda all’ansia. Fa sempre il punto della situazione ossessionato dal mantenere tutto sotto controllo. Vive in un piccolo bilocale a Milano e non ha il pianoforte. Si prepara ai concerti attraverso un procedimento di concentrazione, ripassando mentalmente ogni movimento delle dita. Così, quando “incontra” sul palco lo strumento, lo saluta e ci parla come fosse un essere animato. Anche se in Italia e in Giappone è diventato una star, non fa alcuna vita mondana, non frequenta locali alla moda. E’ più probabile incontrarlo al supermercato o in metropolitana. Non possiede un’automobile. Ha mangiato compulsivamente per un anno solo pasta al tonno, per non distogliere la sua attenzione dal processo compositivo. “La musica viene a trovarmi, spesso di notte, procurandomi una cronica insonnia. Sono continuamente immerso nel processo di composizione: in metropolitana sull’autobus mentre faccio la spesa. La Musica c’è già, io devo solo andarla a prendere”. Il suo animale da compagnia è Maciste, un gamberetto che vive in ecosfera, progettata dalla Nasa. Nel suo primo concerto di musica classica a Napoli nel1990, ci sono solo cinque persone. Quella notte però capisce di aver trovato la sua strada e che: “la Musica non è questione di numeri. Ogni individuo è unico ed irripetibile, a suo modo infinito”. Nei suoi libri emerge un pensiero ribelle e rivoluzionario: “Il panico è una benedizione. “La mia forza è la mia fragilità. “Non bisogna aver paura di rompere le regole, se è il cuore a chiederlo”. “Quando il nuovo avanza fa sempre paura, soprattutto se è nella forma della semplicità, da tutti riconoscibile”. Definisce la sua musica: “Classica Contemporanea”, perché rigorosamente scritta e strutturata secondo forme della tradizione. Il pubblico lo ha “incoronato” e la critica si è spaccata: per alcuni è solo un fenomeno destinato ad essere dimenticato, per altri è un genio, il Mozart del 2000

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