In discoteca: memorie di una cubista

 
cubiste.gifSpesso arrivo in discoteca accompagnata da amici, ma a Milano ci si incontrava tutti al famoso Bar Lara in Piazzale Loreto. Lì si riunivano ballerine, ballerini, ragazze immagine, lap dancer, spogliarelliste, modelle; tutti, ma proprio tutti gli immancabili protagonisti della notte, e del mondo dell’immagine. Poi si partiva in macchinate piene, e ci si dirigeva nei vari locali. Qui in Toscana, che funziona diversamente, ci si deve arrangiare, ognuno deve raggiungere il locale autonomamente; chi in treno, o chi sola in macchina.

  

In disco mi presento struccata, con un jeans e scarpa da ginnastica; comoda. Giungo al camerino di noi animatrici dove incontro le mie colleghe intente a truccarsi e scegliere il cambio per la prima uscita. Solitamente ci dividiamo in due gruppi di tre, quattro, cinque ballerine, in tre turni di mezz’ora; si inizia all’una per arrivare alle quattro, quattro e mezza del mattino. Nei camerini normalmente c’è una grande confusione: borsoni, scarpe e vestiti sono sparsi sul pavimento e tra i divanetti, fa quasi sempre freddo perché nessun proprietario del locale pensa che mentre ci spogliamo per cambiarci, o mentre ci sediamo nella mezz’ora di pausa potremmo anche sentire freddo. Poi non esiste privacy in quanto ogni due per tre entra l’addetto alle luci di turno magari con l’amico, raramente poi entra anche il Dee Jay, piuttosto che il Pr con l’amica o il proprietario ganzo che vuole provarci con qualcuna di noi.

Una volta truccate e vestite con l’abito di scena, arriva il buttafuori e ci accompagna al nostro cubo, a volte tremendamente troppo alto e stretto da far paura; a volte posizionato troppo vicino ai tavoli, dove se porti la gonna troppo corta, qualcuno ti può guardare le mutandine. Ma noi ballerine il più delle volte indossiamo culottes coprenti e lasciamo spazio solo all’immaginazione.

Per la ballerina autentica, e non quella che si confonde con la ragazza immagine, questo lavoro può rappresentare una grande passione, perché ama la danza, e ama sentire gli occhi su di lei; ama ritrovarsi in un camerino a vestirsi e talvolta a travestirsi; indossare parrucche o ciglia finte, scarpe con tacchi vertiginosi, e piume colorate, ama sentirsi protagonista per una notte, e magari strappare qualche sorriso, qualche occhiata lusinghiera, o qualche complimento, immaginare di rimanere impressa a qualcuno e nei suoi pensieri. Ama regalare emozioni. Poi arriva il suo momento, Sale e comincia a ballare, la musica ti entra dentro minuto dopo minuto sempre più, e così le luci, che ti abbagliano e ti rendono magicamente più bella. Dall’alto del cubo tanti sguardi voraci intorno con in mano cellulari pronti a carpire foto e filmini, e tu sei lì, con l’attenzione dell’intera sala catturata. Da lassù, a quell’altezza, rimani fiera con un ghigno fisso sulle labbra, quasi sadica su quella folla di maschi che si aggrappano l’un l’altro pur di raggiungerti e magari sfiorarti una chiappa. Balli davanti a tantissime persone che ti vorrebbero conoscere, invitarti a uscire, sognano di poterti toccare, qualcuno ti prende in giro, le ragazze ti criticano cercando di renderti almeno un po’più insicura; ma non ci riescono, perché altrimenti non saresti sul cubo a esibire tutta la tua bellezza, e talvolta il tuo charme; quello che è innato, quello che non si perde neanche con gli anni che passano. Il sudore ti riga il volto, ti muovi così tanto da sfogare tutta la rabbia, lo stress degli impegni settimanali, le scadenze e i problemi, che fuori da quel locale assillano ognuno.

È bellissimo sentire che lì, puoi anche vestire con la propria pelle, avere il coraggio di impersonare quella persona che vorresti essere sempre e ovunque, una poliedrica e stupenda trasformista, e non la solita studentessa, avvocato, commessa, o assistente dentista. Perché dovete sapere che al contrario di come si pensi,  spesso le ballerine sono ragazze laureate, o  ragazze che già lavorano, persone che si alzano alle sette e mezza e trascorrono otto ore del loro tempo in un ufficio piuttosto che in un set fotografico. Sono persone che fanno sacrifici per far sì che non le manchi mai nulla, in una società dove è difficile farsi sorprendere impreparate alle nuove tendenze; tendenze che costano caro, ma che conquistano il gusto di tutti.

Tante ballerine invece credono illudendosi non poco, che quel magico periodo possa durare all’infinito, che mai possa arrivare quel giorno che per via dell’età, tu debba scendere dalle altezze del cubo e mischiarti tra la folla, essere di nuovo una delle tante, essere sostituita dalla nuova arrivata, avvenente diciottenne con labbra a cuore, e sorriso da lolita indifesa. La vita di questa categoria di ballerine sembra essere molto semplice, benché così semplice in realtà non lo sia. Si alzano immancabilmente dopo le 14, pranzano e poi palestra ed estetista occupano la gran parte del loro pomeriggio: non possono permettersi di farsi trovare non perfettamente depilate e con gambe lucide e lampadate; devono sempre essere alla perfezione, e guai non seguire una dieta ferrea; la pancetta disturberebbe l’equilibrio dell’intera figura, che deve essere slanciata ma ben rimpolpata dove serve, laddove lo sguardo dei maschietti va a perdersi mentre tu ondeggi  sul cubo sotto lo strombo che ti svela piano piano sotto una luce a intermittenza. Poi ti arriva qualche telefonata da parte del Pr, o magari dal corteggiatore della serata precedente, piuttosto che dal tipo che si spaccia ricco industriale, che dal fotografo di nudo, ecc.. e ti invita a cena al ristorante più alla moda, dove magari può esibirti ai suoi amici, fingendo loro di essere riuscito a portarti a letto.

La serata della ballerina può essere davvero divertente, perché non sa mai come sarà il locale dove si esibirà, e come saranno le persone che incontrerà, chi conoscerà, cosa indosserà, e se magari tra la folla  incontrerà l’uomo della sua vita. Ma purtroppo la sua serata può diventare invivibile, perché il fumo spesso è invadente da far bruciare gli occhi e da far colare il trucco, perché qualche ragazza può soffrire d’invidia e prepararti qualche dispetto, perché qualche maschietto può provarci troppo insistentemente, oppure peggio qualcuno ti invita a una riga di cocaina, alla quale talvolta, tu puoi cedere debolmente, per non sentirti diversa dagli altri. Di droga ne gira molta, ed è difficile trovare una come me che dice sempre e tranquillamente no! Ma alcune colleghe non salgono sul cubo se non sono sballate. Spesso consumano alcool in abbinamento alla coca, per equilibrarne gli effetti. La coca ti eccita, ti da la carica, ti manda su di giri e ti rende più sicura di te, l’alcool, che è un vasodilatatore, rallenta il battito cardiaco. E io mi ritrovo così, sola a spappolare col cellulare, fingendo di non vedere nulla. All’incirca alle cinque ci portano le buste con i soldi direttamente in camerino, ed è così tardi, e ci si sente così stanche, che, mettersi in macchina e fare spesso cinquanta, cento, trecento chilometri, è davvero pericoloso! Nessuno pensa a queste cose, ma risulta più facile criticare, e pensare che questo non sia una professione vera e propria. Facile criticare quando si è bruttine, ma se voi foste anche solo un po’ più carine però…ci salireste e come sul cubo a farvi vedere.. Ma in discoteca, nonostante le innumerevoli ignote difficoltà, continuo a divertirmi,, di notte sfogo la rabbia che accumulo di giorno, e quando mi risveglio, mi sento di nuovo carica per ricominciare.

Claudia Rossi  

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