Il giovane, un soggetto con disturbi della personalità, è finito in carcere con l’accusa di tentata violenza sessuale e l’adescamento di minore

É finito in carcere con l’accusa di aver adescato su Instagram una ragazza di 14 anni e – dopo aver ritoccato, tramite la nuova frontiera dell’Intelligenza Artificiale, le foto che si era scambiato con lei in modo che l’adolescente apparisse completamente nuda – l’ha obbligata, pena la divulgazione di quelle immagini in rete, a incontrarla in centro storico.
Il coraggio della ragazza
Ma la studentessa lucchese ha avuto la forza, il coraggio e il sangue freddo rifiutando quel ricatto a sfondo sessuale. Ne ha parlato subito ai genitori che, senza perdere tempo, sono andati in questura per raccontare l’episodio. Così la polizia ha preparato una trappola nei confronti del presunto pedofilo con ispettori e agenti in borghese che si sono piazzati, facendo finta di leggere un giornale seduti su una panchina, nel luogo prefissato per il rendez vous: piazzale Verdi. E appena si è materializzato – nella giornata di sabato scendendo dall’auto e mettendosi seduto vicino all’adolescente – i poliziotti lo hanno bloccato e l’hanno costretto a seguirli in questura dove è scattato il provvedimento restrittivo di custodia cautelare nel carcere di S. Giorgio.
Chi è l’arrestato
Nei guai è finito un ragazzo di 21 anni, residente a Viareggio, dipendente di un’azienda operante nella grande distribuzione. La procura gli contesta la tentata violenza sessuale e l’adescamento di minore. Un soggetto con disturbi della personalità che sarebbe già seguito da un tutore a causa della sua fragilità psicologica. Ieri mattina nella casa circondariale si è svolta l’udienza di convalida davanti al giudice delle indagini preliminari Raffaella Poggi che, al termine dell’interrogatorio di garanzia, si è riservata di decidere sulla conferma o meno della misura restrittiva per l’indagato.
Analoghe segnalazioni
Precedentemente all’arresto del giovane impiegato viareggino, in questura erano arrivate delle segnalazioni relative a tentativi di adescamento di minorenni attraverso la piattaforma Instagram dove prevalevano immagini spinte di pedofilia. Una perversione che, al momento, non avrebbe riscontro nel caso di specie. Gli inquirenti avrebbero effettuato perquisizioni e acquisito immagini sul cellulare e il pc dell’indagato e sono in corso verifiche per capire se il giovane con disturbi della personalità aveva già avuto altri incontri virtuali, nei mesi precedenti, con ragazze minorenni su piattaforme Social, per costringerle con le stesse modalità a fissare un incontro a sfondo sessuale.