Pietrasanta: restaurato il chiostro di S.Agostino

Un investimento di oltre 900 mila euro, sei anni di lavoro, nuove scoperte storiche e scientifiche e la restituzione alla comunità di uno dei suoi luoghi simbolo. Sono stati presentati questa mattina nel corso dell’anteprima stampa i risultati del progetto di recupero e valorizzazione del Complesso di Sant’Agostino, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici che dal 2020 ha promosso e finanziato il percorso di restauro dell’intero complesso monumentale.

 

All’incontro sono intervenuti Andrea Clavarino Amministratore Delegato della Holding del Gruppo Coeclerici e Vicepresidente della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici, il sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti e Simone Vecchio di Restauroitalia.

 

 

«Pietrasanta è una città alla quale io e mia moglie Giuliana siamo profondamente legati. Restituire Sant’Agostino alla comunità significa contribuire concretamente alla tutela di un patrimonio che appartiene non solo a questa città ma all’intero Paese. Crediamo che il mecenatismo debba essere uno strumento capace di generare valore duraturo, mettendo in dialogo memoria, ricerca e futuro», dichiara Paolo Clerici, presidente della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici.

 

«Paolo e Giuliana si sono presi cura, con generosità e rispetto, di alcuni dei luoghi più cari alla nostra città. In segno di gratitudine, vogliamo offrire loro un pezzo dell’eccellenza artigiana e artistica di Pietrasanta: l’opera “Ebe” del maestro Romano Cosci, fusa in bronzo dalla Fonderia Artistica Mariani, simbolo di salute e giovinezza, le stesse che la Fondazione Clerici ha restituito alla Chiesa di Sant’Agostino e al Salone dell’Annunziata», dichiara il sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti.

 

UN ATLANTE DEI MARMI DELLE APUANE

Tra i risultati più sorprendenti emersi dal cantiere vi è la scoperta della straordinaria varietà di materiali lapidei utilizzati nella costruzione della facciata quattrocentesca della chiesa. Le analisi condotte durante i lavori hanno infatti identificato numerose tipologie di marmo provenienti dalle Alpi Apuane, alcune particolarmente rare, trasformando il prospetto di Sant’Agostino in un autentico “atlante dei marmi delle Apuane” e offrendo nuove informazioni sulla storia dell’estrazione e del commercio del marmo in Versilia.

 

LE CURIOSITÀ EMERSE DAL RESTAURO

Il cantiere si è rivelato anche una straordinaria occasione di ricerca. Le indagini hanno consentito di individuare frammenti di antiche lastre tombali medievali reimpiegate nella costruzione della facciata e di approfondire la cronologia del monumento, rafforzando l’ipotesi di attribuzione della parte inferiore del prospetto alla bottega del maestro pisano Giovanni di Gante.

Tra gli elementi di maggiore interesse figura inoltre il recupero della lunetta bronzea realizzata da Igor Mitoraj, restituita al suo splendore originario proprio nell’anno in cui Pietrasanta celebra l’artista con l’apertura del nuovo Museo Mitoraj.

Il complesso conserva inoltre importanti testimonianze della storia cittadina: secondo gli studiosi Michelangelo Buonarroti ebbe modo di osservare i rivestimenti marmorei di Sant’Agostino durante il suo soggiorno a Pietrasanta nel 1518, mentre nella chiesa celebrò le sue prime messe padre Eugenio Barsanti, considerato insieme a Felice Matteucci l’inventore del primo motore a combustione interna funzionante.

 

UN PROGETTO CHE GUARDA AL FUTURO

Il completamento dei lavori non rappresenta un punto di arrivo. Le ricerche sviluppate durante il cantiere proseguiranno infatti nei prossimi mesi e confluiranno in un convegno scientifico promosso dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici in collaborazione con il Comune di Pietrasanta e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, durante il quale saranno presentati gli studi e le nuove acquisizioni emerse dal restauro.

Con la restituzione del Complesso di Sant’Agostino si conclude così uno dei più significativi interventi di mecenatismo culturale realizzati negli ultimi anni in Toscana, capace di coniugare tutela del patrimonio, ricerca scientifica e valorizzazione del territorio.

 

FONDAZIONE PAOLO E GIULIANA CLERICI

Nata nel 2017 su iniziativa di Paolo Clerici e con il sostegno di Coeclerici S.p.A., la Fondazione Paolo e Giuliana Clerici promuove progetti sociali e culturali finalizzati alla valorizzazione delle eccellenze italiane e alla tutela del patrimonio storico, artistico e marittimo del Paese. Tra le principali attività figurano il sostegno a interventi di restauro e conservazione, la promozione della cultura del mare e la valorizzazione di beni culturali di particolare rilevanza storica.

 

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