Il supermercato progetta di trasferirsi in via Sterpi, all’ex alluminificio Pardini

Quale futuro per l’immobile di viale Oberdan dove oggi è presente il supermercato Conad? Se non sono mancate le polemiche per la scomparsa della previsione per le case di edilizia popolare dopo il voto nell’ultimo consiglio comunale che ha sancito l’approvazione della nuova variante al piano operativo per la riqualificazione dell’area dell’ex alluminificio Pardini in via Sterpi – dove, una volta terminati i lavori (la prospettiva è di almeno un anno e mezzo di attesa) si stabilirà la nuova Conad – in molti si sono chiesti cosa accadrà all’immobile dove attualmente il frequentatissimo punto vendita è presente. E le prospettive, così come gli interessi in gioco, in questo caso sono molte.
Se dunque la proprietà dell’immobile resterà in mano alla famiglia Baldaccini, la prospettiva è che il fondo – che manterrebbe quindi probabilmente la propria natura commerciale – venga assegnato in affitto a imprenditori interessati ad aprire la propria attività in uno dei punti di passaggio più importanti di Camaiore. «Ci stiamo guardando intorno, abbiamo già avuto diverse proposte, da palestre a centri medici a negozi di vendita al dettaglio – spiega Claudio Baldaccini – ma al momento non c’è ancora niente di concreto. In realtà a oggi non è arrivata ancora nessuna disdetta neppure da Conad – spiega – quindi non è da escludere che vogliano restare anche in quel fondo, dopo il trasferimento in via Sterpi, per una vendita di prodotti più specifici del loro marchio».
C’è però anche un’altra prospettiva all’orizzonte. Quella della vendita, che lo stesso Claudio Baldaccini non esclude. «Noi non abbiamo intenzione di metterci a fare gli immobiliaristi – ribadisce – ma se arrivassero delle offerte per acquistare l’immobile, poi il nuovo proprietario può farne ciò che vuole e richiedere al Comune anche il cambio di destinazione d’uso a residenziale, o anche ricettivo». Un’ipotesi che – per quanto sicuramente da valutare nel dettaglio, qualora si profilasse – l’amministrazione non esclude affatto: anche altrove il Comune ha infatti concesso cambi di destinazione d’uso a privati in grado di investire nell’ambito residenziale o ricettivo.