COSTA Il 300% IN PIÙ SPOSARSI PRIVILEGIANDO FIORI FUORI STAGIONE

Sposarsi “fuori stagione” può costare il 300% in più se non si prediligono fiori Made in Italy. La cancellazione ed il rinvio delle nozze a causa della pandemia continua a pesare sul settore floricolo della Versilia alle prese con il boom delle importazioni di fiori stranieri per soddisfare le richieste delle spose. Sposarsi a settembre o in autunno, scegliendo fiori tipicamente primaverili per addobbi e bouquet, significa infatti doverli fare arrivare dall’estero con costi decisamente superiori rispetto a quelli dei fiori “locali”. A dirlo è Coldiretti Lucca che in collaborazione con Affi (Associazione Floricoltori e Fioristi Italiani) ha lanciato una campagna per sensibilizzare gli sposi a prediligere fiori freschi e a km Italia. Una proposta lanciata in occasione dell’appuntamento con il talk show esperienziale organizzato da Coldiretti a Marina di Pietrasanta a cui ha partecipato il presidente di Affi, Cristiano Genovali, il vice presidente di Coldiretti Lucca, Elena Giannini ed i flower designer di Hortus Contemporaneo Flower Creations.
“C’è una grande richiesta di fiori primaverili per cerimonie e matrimoni che non vengono coltivati in questo periodo nelle nostre serre e che i canali commerciali sono costretti ad importare per soddisfare le richieste del mercato. – analizza Genovali – Produzioni come ortensie, delphinium, peonie e lisianthus, alcune delle più richieste ed utilizzate per gli addobbi, non si trovano in questo periodo. Il risultato è che uno stelo di peonia che in Italia costa all’ingrosso 50 centesimi per averla fuori stagione può costare fino ad 1,50 euro e così un delphinium che può arrivare fino a 3-4 volte tanto di più. La soluzione c’è: puntare sulla stagionalità dei fiori. Sposarsi in autunno con fiori di primavera è come pretendere di mangiare l’anguria a gennaio. I nostri wedding planner stanno promuovendo una nuova tendenza: sposarsi con fiori di stagione che sono originali e costano decisamente molto meno. Si possono allestire addobbi e composizioni bellissimi anche con tulipani, crisantemi, viole, lilium ed altri straordinari fiori che vengono prodotti in questo periodo nelle aziende floricole della nostra Versilia e del nostro paese. Acquistare fiori italiani significa garantirsi una resistenza maggiore e una coltivazione ecosostenibile”.
In Versilia, il settore dei fiori, vale 300 aziende, 9.000 addetti tra diretti ed indiretti per un valore di fatturato stimato in era pre-Covid di circa 50 milioni di euro. “ll 2020 è stato un anno nerissimo per il settore floricolo – spiega ancora Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca – con una perdita di fatturato, causa Covid, di almeno 15 milioni di euro. Dal successo della campagna vaccinale dipenderanno i prossimi mesi. C’è ovviamente una comprensibile preoccupazione legata all’incertezza. I settori del nostro Made in Italy floricolo ed agroalimentare si sostengono al momento dell’acquisto. Matrimoni, cerimoni ed eventi non sono certo esclusi da questo approccio ma ne sono, al contrario, fattori determinanti”.

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Informazioni sull' Autore Luca Basile