CI BASTAVA IL MARE…

di CINZIA TARABELLA

C’era una volta…
Iniziano sempre così le fiabe perché poi, le fiabe, finiscono sempre… e sempre con un “vissero felici e contenti”
E’ un rito.
Ma il mio finale è diverso… niente di cui gioire.
Iniziamo dal principio…
C’era una volta il mare, ma non il mare dei solleoni, non il mare che
ti scurisce la pelle, non il mare delle giornate passate con gli amici
sotto l’ombrellone a parlar del niente…
Parlo del mio mare, vissuto in solitudine al chiarore della luna ed in
compagnia delle stelle… del mio “compagno di vita” e amico fidato che conosce e mantiene i miei piu intimi segreti, quel mare che da sempre mi strappa un sorriso dopo una giornata frenetica.

Amo il mare di notte… sentire il suo profumo, farmi cullare dal suo
lieve canto; mi ascolta senza giudicare, mi permette di partire, tornare, ricordare, dimenticare…

  

A volte piango con lui, sicura del fatto che spazzerà  via le mie lacrime e che nessuno ne verrà a conoscenza… lui sa mantenere i segreti.

E’ la mia valvola di sfogo… il mio luogo dove sognare; per quanto possa essere dura la vita, tutti abbiamo il diritto di evadere dalla realtà, anche per un  istante.
Ma  la realtà è talmente dura e ti negano pure il diritto di sognare.
Eh si, lo chiudono.
Di notte chiudono il “mio” mare… soltanto perche la nuova generazione
della movida non conosce le buone maniere e non riesce a portare
rispetto neppure in situazioni al limite.
Ed è questa la soluzione migliore che avete trovato?
A persone che, come me,  sono cresciute con il mare e  lo rispettano – e siamo la maggioranza – negare di poter passeggiare, sedersi, ascoltare o vivere il mare in assoluta tranquillità?
No! Fa sicuramente comodo a molti,  ma questa non è una soluzione geniale.
Nelle fiabe vince sempre il buono,  ma nella vita reale è il “potere ad
avere l’arma vincente.”
Il mare è un privilegio e come tale va rispettato.
Ognuno di noi conserva nel cuore la sua fiaba preferita ed io voglio un
bel finale per la  mia.
…perchè un’alternativa (a questo scempio…esagero?) ci deve pur essere.

 

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