RIPRESI GLI SCREENING ONCOLOGICI IN VERSILIA E IN TOSCANA

Dopo il blocco imposto dall’emergenza sanitaria in Toscana è ripresa l’attività degli screening oncologici che era stata sospesa dal 16 di marzo.

Ai cittadini e cittadine che rientrano nei target a cui sono destinati gli screening è stata inviata, assieme all’invito, una lettera in cui si spiega che gli esami riprendono, con nuove modalità organizzative, in grado di garantire la massima sicurezza di utenti e operatori: maggior distanziamento tra gli appuntamenti, utilizzo di dispositivi di protezione individuali, verifica di eventuali sintomi negli utenti che si presenteranno, adeguate procedure di sanificazione degli ambienti. Gli screening oncologici – mammografia, Pap test/test Hpv e ricerca del sangue occulto fecale – rientrano nei Livelli essenziali di assistenza e sono di comprovata efficacia, in quanto riducono la mortalità e in alcuni casi la frequenza dei tumori della mammella, del collo dell’utero e dell’intestino.

“ La ripartenza degli screening – fanno sapere da Ispro, l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica, che coordina le attività di screening – sta dando innanzitutto priorità agli utenti il cui appuntamento era stato sospeso. Inoltre, per ridurre i ritardi generati sia dalla sospensione che dalla necessità di distanziamento fisico, gli accessi verranno aumentati, con apertura dei presidi su 6 giorni (dal lunedì al sabato) e con fasce orarie più ampie (12 ore). I singoli programmi di screening, in funzione dell’adattamento delle misure di prevenzione e protezione dei vari contesti, potranno attivare anche altre modalità di facilitazione all’accesso. “Per favorire la partecipazione e garantire la sicurezza dei cittadini – informa Gianni Amunni, direttore Ispro – stiamo studiando modalità alternative di intervento che tengano conto dei livelli di rischio di particolari sottogruppi di popolazione, per esempio le persone che in questi mesi erano uscite dai programmi di screening per motivi di età; e dell’utilizzo di test autosomministrati inviati per posta, per esempio il dispositivo di autoprelievo per il test Hpv. In ogni caso, l’attività di screening sarà modulata per garantire la massima sicurezza agli utenti”.

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Informazioni sull' Autore Luca Basile

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