IL BARATRO E IL CAMBIAMENTO: VIVERE 2 MESI NEL REPARTO COVID DEL VERSILIA

Sembra un ritornello.
“Daniele, ti vedo cambiato”.
Vorrei vedere il contrario.
Abbiamo vissuto in due mesi ciò che si sopporta in una vita di attività. In quel fluttuare continuo tra lo scoramento, la tensione, la crescita professionale che solo i grandi eventi possono rovesciarti addosso.

Sembra offensivo per chi non ce l’ha fatta, ma nessun corso, nessun congresso, nessun tirocinio avrebbe potuto fornire tanta esperienza e sangue freddo a chi deve salvare con prontezza e appropriatezza la vita altrui.
Qualcuno però non se n’è reso conto.

La nostra vita è cambiata.

Nessuno sarà come prima. Se è intelligente.
Sono caduti miti, come la Sanità lombarda che pensavamo inscalfibile. Abbiamo riscoperto che ci si può e deve aiutare tra vicini. Cucire mascherine per chi non ne trovava. Portare una pizza a chi lavora in ospedale. Cose mai viste.
E tante altre cose encomiabili.
Eppure la notte orde di ragazzi razziano e distruggono spiagge, si picchiano. C’è chi ruba agli anziani approfittando dell’età. Millantatori. Provocatori.
Oggi parenti di pazienti si sono affrontati per una mascherina sembrata troppo bassa. Reazioni inconsulte, sfoghi di rabbia all’ordine del giorno.
La violenza non è mai giustificabile. Neanche se si maschera per uno sfogo allo stress.
Forse siamo incurabili e tutta questa sofferenza non è servita a niente.

Si, si cambia. Ma speriamo in meglio. Sempre.

Altrimenti abbiamo fatto solo un passo in più verso il baratro

DANIELE TACCOLA

Responsabile della Medicina C dell’ospedale Versilia

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