Lalo e Michi: una storia senza il lieto fine. Forse

Luca Basile

Questa storia non ha alcun lieto fine. O forse in parte lo ha: perché l’amore ne lastrica in qualche modo il suo epilogo. La scrivo così come l’ho letta: penso che sia vera. Mi piace comunque pensare che lo sia. Il bambino nella foto si chiamava Lalo e il gatto è Michi, un soriano che lo seguiva ovunque andasse. Sullo sfondo del quartiere di Santa Maria, a Città del Messico.

“Lalo passava il tempo a giocare sul marciapiede, fuori casa sua, con le biglie. Aveva una collezione di quelle di vetro, verdi e blu. E Michi, il gatto,  si metteva sempre a inseguirle o a cercare di “catturarle” quando rotolavano. Erano inseparabili: dove c’era il bambino, c’era anche il gatto sdraiato accanto a lui.Qualche mese fa c’è stato un incidente all’angolo, vicino al mercato. È stato qualcosa di molto brutto che ha scosso tutti i vicini. La famiglia ha messo un piccolo altare sul posto: una candela, dei fiori e la foto in cui sono abbracciati”. Nel ricordo di Lalo.

Poi accade quello che non ti puoi neppure minimamente immaginare.

“Michi entra nel cortile di casa, cerca tra le cose rimaste di Lalo e trova le biglie sparse. Ne prende una con la bocca, cammina fino all’altare e la lascia lì, accanto alla foto. Ne ha già portate diverse. Rimane per un po’ seduto a guardare l’immagine, poi torna a casa.A Michi manca il suo umano. E forse crede che portandogli i suoi giochi, Lalo tornerà fuori da un momento all’altro per lanciargli di nuovo la biglia. Le sfere di vetro sono ancora lì, che brillano al sole, in attesa che qualcuno le raccolga”.

Non so quanto Michi aspetterà Lalo, forse per sempre, ma non è questo il punto. No,  il punto è che quel piccolo gatto con un semplice gesto è andato oltre il dolore, oltre il vuoto, oltre la solitudine. Per tornare a giocare con il suo amico. Non si rassegna all’idea di non avere più accanto a sé il suo compagno di giochi.  Un giorno, probabilmente,  qualcuno  raccoglierà quelle biglie. E le raccoglierà nel nome di Lalo e di un piccolo gatto che ci insegna come l’amicizia, quella sincera, quella pura, non conosca barriere. E sopravvive a ogni cosa. Anche la più terribile.

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