Viviversilia

A+ A A-

Scienza

di Nicola Giannaccini

Occhi al cielo – nella notte tra 21 e 22 ottobre – per ammirare la 'pioggia' delle Orionidi, le stelle cadenti che regalano spettacoli suggestivi e affascinanti nel corso di ogni autunno.

 

Quest'anno, poi, non sarà difficile osservare il fenomeno dato che, per quella data, il nostro satellite sarà prossimo alla fase di novilunio e di conseguenza emanerà un tenue chiarore. Per scorgere qualche scia luminosa, infatti, basterà rivolgere lo sguardo verso la costellazione di Orione, dalla quale lo sciame meteorico prende il nome. Sciame formato dai detriti della Cometa di Halley, tanto celebre quanto rara da avvistare. Basti pensare che sarà nuovamente visibile dalla Terra nel lontano 2061.

 

Gli esperti sostengono che, proprio nelle ore notturne tra 21 e 22 ottobre, sarà possibile contare fino a circa 20 stelle candenti in un'ora. Lo spettacolo, quindi, è assicurato, sempre che nuvole e pioggia non rovinino tutto.

Sabato, 18 Ottobre 2014 16:17
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...

di Nicola Giannaccini

Impossibile non rivolgere lo sguardo verso la volta celeste nei prossimi giorni. Il motivo? Agosto sarà un mese ricco di eventi astronomici, a partire dalle notti della seconda “Super Luna” estiva e delle stelle cadenti. Fenomeni affascinanti e capaci di intrattenere milioni di persone in tutto il mondo, attratte forse dall'atmosfera romantica o più semplicemente da quell'alone di mistero che invade la mente nel guardare l'universo.

 

A rendere poi ancora più interessante il calendario saranno almeno altri due appuntamenti. All'alba del 18 agosto appassionati e curiosi potranno vedere la congiunzione tra Giove e Venere, guardando in basso ad est sopra la linea dell'orizzonte; nella sera del 25, invece, subito dopo il tramonto sarà possibile osservare Marte e Saturno in posizioni prossime tra loro nella costellazione della Bilancia. Al momento, però, l'attenzione è concentrata sulla “Super Luna” che domenica 10 agosto rischiarerà il panorama notturno, apparendo più grande e circa il 30 per cento più luminosa del solito. Perché il fenomeno si verifichi è fondamentale che il nostro satellite sia completamente illuminato dal Sole, e che quindi sia nella cosiddetta fase di “Luna Piena” proprio in corrispondenza della posizione più ravvicinata alla Terra, il perigeo. Lo spettacolo sarà garantito e fortunatamente non rovinerà il consueto show delle Perseidi, che avrà il suo picco nelle notti tra l’11 e il 12 e tra il 12 e 13. Certo, la forte luce emanata proprio dalla Luna offuscherà diverse meteore, ma secondo gli esperti se ne potranno comunque contare fino ad un massimo di 75 in un'ora. Naturalmente il consiglio per i potenziali spettatori è quello di concentrarsi sulle zone più scure del cielo a nord-est (all'altezza della costellazione di Perseo), allontanandosi dalle luci di città, case e strade. Del resto si tratta delle polveri e dei detriti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle che, come ogni anno, impatteranno l'atmosfera terrestre ad una velocità di circa 59 chilometri al secondo e, a causa dell'attrito, evaporeranno lasciando scie luminose lunghe anche 20 chilometri.

 

Unica incognita, in questa pazza estate, rimane il meteo. Anche perché in caso di maltempo, invece di scrutare gli astri e di esprimere desideri alla vista di una stella cadente, toccherà sopportare fulmini, tuoni e pioggia.

Martedì, 05 Agosto 2014 09:06
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...
di NICOLA GIANNACCINI
Tutto è pronto per la partenza di GAIA (Global Astrometric Interferometer for Astrophysics), il satellite dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) che andrà all'avanscoperta della Via Lattea in cerca di dati e di risposte. La partenza del lungo tragitto è fissata per le 10:12 (ora italiana) del 19 dicembre, quando, dalla base europea di Kourou nella Guiana Francese, sarà lanciato un vettore che porterà GAIA in orbita. Un evento che gli appassionati potranno seguire sul web a questo indirizzo: http://spaceinvideos.esa.int/esalive
 
È una missione storica che in cinque anni si promette di studiare la nascita, la composizione e l'evoluzione della nostra galassia. L' obiettivo ha davvero dell'incredibile, ma sarà reso possibile dalla grande tecnologia di cui è fornito lo straordinario veicolo spaziale: capace di censire in luce visibile tutti gli oggetti sulla volta celeste fino alla magnitudine 20 (circa 1.000.000 di volte più deboli di quelli visibili ad occhio nudo), riuscirà a creare una delle mappe celesti più grandi mai realizzate dall'uomo. Con lo studio di un miliardo di corpi e con una visuale che spazierà fino al centro della galassia, fino ai due bracci a spirale principali di Carina-Sagittario e di Perseo, verrà realizzato un sistema di riferimento in 3D, che risulterà indispensabile per i futuri viaggi di sonde e navi verso lo spazio profondo. Ma gli intenti della spedizione non finiscono qui: sarà raccolta una mole di dati riguardanti posizioni, distanze e movimenti di vari oggetti celesti, oltre che l' intensità della radiazione emessa. Dagli asteroidi agli esopianeti, dai quasar alle nane brune, tutti saranno indagati per scoprire qualcosa in più sulle origini del nostro sistema solare e per trarre nuove informazioni su fenomeni fisici ai quali manca tuttora una risposta. Come si è formata la Via Lattea e le stelle che la illuminano? A quanto ammonta la componente oscura della massa? Sono due dei quesiti principali che dovranno essere sciolti, così come confida Mario Gilberto Lattanzi, responsabile italiano della missione GAIA.
 
È un viaggio verso l'ignoto, verso la ricerca di riscontri ad interrogativi che l'uomo si pone da sempre. Senza ottenere risposte, se non parziali. E di certo sapere che su quel satellite c'è molta tecnologia italiana, è motivo di grande soddisfazione. 
Giovedì, 19 Dicembre 2013 06:48
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...
 
di Nicola Giannaccini
 
Alcuni media l'hanno definita la cometa del secolo, altri la cometa di Natale: Ison si sta avvicinando alla Terra e se il 28 novembre raggiungerà il perielio(la posizione più vicina al Sole), il 26 dicembre potrebbe quasi sfiorarci, (se così possiamo dire) transitando a circa 88 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Se così fosse si prospetterebbe uno spettacolo unico che farebbe sognare appassionati e non. Tuttavia il condizionale, in questi casi, è d'obbligo: Ison, infatti, transiterà vicinissima alla nostra stella e, anche se gli scienziati sono abbastanza fiduciosi, non si può prevedere se uscirà indenne da questo appuntamento.
 
Ma facciamo un passo indietro: Ison è  stata scoperta il 21 settembre 2012 dal bielorusso Vitali Nevski e il russo Artyom Novichonok, due astronomi che lavorano all' “International Scientific Optical Network”, un programma di ricerca, dalle iniziali del quale, il corpo celeste trae il nome. In quel momento la cometa, che si trovava poco dopo l'orbita di Giove, provocò un grande entusiasmo nella comunità scientifica: secondo gli addetti ai lavori sarebbe dovuta diventare così luminosa da essere visibile anche di giorno, durante tutto il periodo di passaggio vicino al perielio. Con il passare dei mesi, invece, la sua luminosità è andata calando e, adesso, il suo destino è incerto. Accanto ad un possibile scenario che la vuole piena di luce e osservabile a occhio nudo nel mese di dicembre, c'è la previsione della sua distruzione durante l'avvicinamento al Sole. Sembra, però, che Ison non voglia neanche sentir parlare della seconda possibilità, tanto è vero che, nelle ultime immagini inviate dal telescopio spaziale Hubble, il suo nucleo, della grandezza compresa tra 0,5-2 chilometri, è ben posizionato e l'intera struttura appare in buona forma. “Se l’oggetto si fosse rotto, Hubble avrebbe rilevato una serie di frammenti“. “Inoltre la chioma che circonda lo stesso nucleo appare simmetrica e regolare, indice di una cometa in ottimo stato di salute“ affermano gli astronomi. 
Un'ultima notizia riportata da “Centro Meteo Italiano.it” afferma che, a seguito del passaggio del corpo celeste, potrebbe verificarsi una pioggia di stelle cadenti, provocata da materiale rilasciato dalla coda. Nonostante l'affascinante ipotesi, non si possono conoscere le reali probabilità dell'avvenimento. Poi, come accade ogni volta che un qualcosa di misterioso sembra riguardarci da vicino, si susseguono le “bufale”. C'è chi crede che in realtà la cometa sia un veicolo alieno, ma c'è anche chi rispolvera la classifica profezia catastrofica e, questa volta, tocca a Malachia e al sempre citatissimo Nostradamus. Papa Francesco, infatti, sarebbe il papa nero della fine del mondo, anche se a vedere dal colore della pelle non si direbbe. Ma i catastrofisti sostengono che la definizione di nero deriverebbe dalla tonaca indossata dal superiore generale dell'ordine dei Gesuiti e rilanciano le parole della profezia: “verrà da lontano per incontrare tribolazione e morte” e “durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. E così sia”. 
 
Comunque, alieni e giudizi universali permettendo, Ison continua ad avvicinarsi e nel caso in cui si dovessero verificare tutta una serie di condizioni favorevoli, potremmo osservare quel corpo che provenendo dai meandri dell'universo, passerà così vicino al nostro piccolo pianeta.
 
FONTI: Il Messaggero, Focus, MeteoWeb
Venerdì, 25 Ottobre 2013 07:45
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...
Il gigante di internet Google ha presentato a San Francisco la prima generazione degli occhiali 'intelligenti', con telecamera e Internet integrati, che saranno commercializzati per il grande pubblico al piu' tardi tra due anni. Il cofondatore di Google, Sergey Brin, ha dettagliato il piano di lancio di Google Glass alla Worldwide Developers Conference, la conferenza annuale sul futuro tecnologico. Gli occhiali futuristi hanno una fotocamera integrata e un piccolo schermo leggermente sopra la linea di visione dell'occhio destro in cui vengono proiettati contenuti, dalle e-mail alle immagini. Il dispositivo, dotato di microfono e altoparlante, funziona con il sistema operativo Android, dispone di connessione internet ed e' gestito da movimenti del capo. Il prezzo di vendita, per i partecipanti alla convention, e' di 1.500 dollari, ma non potranno averli a disposizione prima dell'inizio del 2013; per il grande pubblico, i Google Glass saranno invece dispobibili un anno piu' tardi. La presentazione del prototipo e' stata preceduta da un video di alcuni paracadutisti che atterravano sul tetto del Convention Center di San Francisco e registravano l'esperienza attraverso gli occhiali. "Sono cosi' felice che abbia funzionato", ha detto Brin.
Lunedì, 02 Luglio 2012 09:30
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...
In futuro le piante potrebbero essere addestrate a rivelare la presenza di esplosivi. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Plos One, in cui vengono descritte alcune piante Ogm realizzate dalla Colorado State University che cambiano colore in presenza di Trinitrotoluene (Tnt), l'esplosivo piu' comune. I ricercatori hanno ottenuto le piante antiesplosivo aggiungendo all'interno delle foglie una sorta di proteina che, in presenza di Tnt, attiva un processo che fa defluire la clorofilla dalle cellule, provocando l'impallidimento della pianta. Al momento il sistema impiega qualche ora a reagire, ma si e' mostrato sensibile a un centesimo della quantita' del composto chimico pericoloso individuato dai cani. Non resta, adesso, che attendere la sua applicazione nella vita quotidiana nel campo della sicurezza.
Sabato, 30 Giugno 2012 06:48
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...
NCR Corporation, nota per essere il produttore di buona parte degli apparecchi bancomat adottati dalle banche di tutto il mondo, lancia un software che permetterà di avviare l'operazione di prelievo di contanti dal proprio dispositivo mobile per poi completarla successivamente su un qualsiasi sportello automatico eseguendo una semplice scansione di un codice a barre 2D. Secondo l'azienda, NCR Mobile Cash Withdrawal (questo il nome del software) renderà le transazioni più rapide e sicure, eliminando la necessità di utilizzare le carte e inserire i PIN nel bancomat: l'operazione di ritiro del denaro potrà così durare meno di dieci secondi. Ci sarà anche la possibilità di autenticarsi tramite un’applicazione di mobile banking e prenotare una transazione attivando la funzione NCR Mobile Cash Withdrawal incorporata. Il software è utilizzabile su qualsiasi smartphone iOS o Android in qualunque luogo e momento – sul posto di lavoro, su un mezzo pubblico o mentre si è in coda davanti allo sportello automatico – selezionando anticipatamente la somma di denaro che si desidera prelevare. Dopo il ritiro del denaro viene trasferita all’applicazione dell'utente una ricevuta elettronica integrata, eliminando la necessità della versione stampata e permettendone l'archiviazione per una consultazione successiva. La soluzione non richiede l’installazione di hardware aggiuntivo allo sportello automatico, come lettori di codici a barre o Near Field Communication (NFC): basta effettuare un semplice aggiornamento del software, dando vita a una soluzione multicanale poco costosa per gli istituti finanziari. Per garantire la massima sicurezza, i dati del cliente non vengono archiviati sul dispositivo né viene memorizzato il codice a barre 2D che appare a video: la scansione del codice a barre identifica solamente lo sportello utilizzato e attiva il completamento della transazione. L'impiego di un dispositivo mobile elimina, inoltre, il rischio della manomissione degli sportelli automatici da parte dei criminali con dispositivi per la cattura dei dati, definiti skimmer. “Viviamo in un mondo mobile in cui il consumatore si aspetta di poter gestire qualsiasi transazione utilizzando i mezzi più diversi. NCR è da sempre pioniere in una varietà di ambienti multicanale, a partire dall'utilizzo del cellulare come carta d’imbarco da utilizzare per i controlli di sicurezza”, commenta Giovanni Bandi, amministratore delegato di NCR in Italia; “NCR Mobile Cash Withdrawal aiuterà gli istituti finanziari a soddisfare le esigenze dei propri clienti nel canale mobile proponendo un'esperienza convergente, più rapida e al tempo stesso differenziata”. Il software sarà disponibile entro la fine dell’anno corrente per essere integrato dalle banche nelle piattaforme software APTRA ATM di NCR. I clienti pilota possono anche utilizzare un’applicazione mobile indipendente per il ritiro di contanti, mentre per gli altri NCR integrerà la soluzione nel sistema di mobile banking dell'istituto finanziario che aderisce al progetto o nel sistema NCR APTRA Mobile Banking per consentire di usare la propria applicazione di mobile banking come interfaccia bancomat.
Giovedì, 21 Giugno 2012 12:47
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...
Lo Human Microbiome Project (Hmp) ha appena presentato la più completa mappa genetica dei batteri che abitano il nostro corpo, con annesse le informazioni che potrebbero aiutarci a mantenere la salute e a comprendere lo sviluppo di alcune malattie. È una visione piuttosto recente in biologia, questa che considera un essere umano non un singolo organismo, ma un insieme di organismi in qualche modo simbionti: tutti quelli che vivono sopra e dentro di noi. Che ci aiutano, per esempio, nella digestione di alcune sostanze e nell'assimilazione di altre, e che sembrano persino influenzare la nostra personalità. Grazie a questo cambio di prospettiva, stiamo imparando a conoscere sempre meglio i nostri piccoli inquilini unicellulari, che, a ben guardare, sono dieci volte più numerosi delle cellule che ci compongono. Ora, dopo cinque anni di studi, gli scienziati hanno la carta d'identità di molti batteri, sanno chi si trova dove nel nostro corpo e quanto le popolazioni di microrganismi possano differire da persona a persona. Le novità sono contenute sia in due studi (qui e qui) su Nature (che dedica loro persino la copertina) della Harvard University e del J. Craig Venter Institute di Rockville, sia in una serie di 15 articoli pubblicati dalle riviste Plos. I ricercatori hanno compilato, in pratica, il primo catalogo su scala popolazionale delle comunità microbiche che vivono in cinque macro-aree del nostro organismo: narici, bocca, pelle, tratto gastro-intestinale e tratto uro-genitale. Il consorzio Hmp, che coinvolge oltre 200 ricercatori di 80 istituti ed è sostenuto dal Common Fund dei National Institutes of Health statunitensi, ha infatti analizzato campioni di batteri di 242 adulti in buona salute, prelevati da 15 zone del corpo nel caso degli uomini, e da 18 nel caso delle donne. I prelievi sono stati eseguiti tre volte nell'arco di 22 mesi. Si è così riusciti a ottenere l'intero genoma di centinaia di batteri: a fronte dei 22mila geni del genoma umano, i ricercatori ne hanno già contati 8 milioni per il cosiddetto microbioma umano, divisi in almeno 10mila specie. Gli scienziati hanno anche osservato il modo in cui si comportano le varie comunità nelle diverse aree del corpo: le specie possono cambiare da un individuo all'altro, ma in ogni zona svolgono più o meno gli stessi compiti. "Sulla mia lingua potrei avere organismi differenti da quelli presenti sulla vostra ma, collettivamente, portano gli stessi geni alla festa, per esempio quelli che servono per rompere gli zuccheri", spiega Bruce Birren del Broad Institute. Questo, fa osservare anche Bbc News, suggerisce di ripensare il modo in cui certi agenti patogeni causano le malattie. È possibile che, in alcune patologie, le funzioni della comunità microbica vengano compromesse e si alteri un equilibrio. A questo riguardo, i ricercatori hanno trovato che le persone sane selezionate per l'indagine presentano una bassa percentuale di batteri potenzialmente dannosi per gli esseri umani. Gli scienziati hanno in mano il genoma di un centinaio di questi e ora stanno capendo dove vivono, come e con chi. via wired.it
Venerdì, 15 Giugno 2012 09:16
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...
Si chiama Socialmatic l'erede della mitica Polaroid, la macchina fotografica apprezzatissima prima del boom del digitale per la sua capacità di stampare le immagini in maniera automatica subito dopo lo scatto. Ma siamo nell'era di internet e dei social network: come fa intuire il nome, quindi, la Socialmatic trae ispirazione da una delle applicazioni "sociali" più popolari del momento, quell'Instagram - recentemente acquisita da Facebook per 765 milioni di dollari - che consente di elaborare e condividere fotografie dall'iPhone e dagli smartphone Android. L'idea è di Antonio De Rosa, un grafico 36enne che ha pensato di trasformare in un oggetto reale la fotocamera che caratterizza l'icona di Instagram. Al momento la Socialmatic è solo un prototipo, ma presenta caratteristiche interessanti che potrebbero favorire una eventuale industrializzazione del progetto, mettendo assieme il meglio della fotografia digitale e analogica: 16 GB di memoria, connettività wireless wi-fi e bluetooth, touch screen 4:3, obiettivo con filtro 3D e soprattutto stampante interna a colori che, proprio come la vecchia Polaroid, stampa immediatamente le fotografie scattate con questo dispositivo. Le immagini stampate sono dotate sul retro di un adesivo per poter essere attaccate ovunque si voglia, oltre a un codice QR che consente di identificare il proprietario e a uno spazio in cui è possibile appuntare brevi note. Ma lo spirito "social" della Socialmatic è dato anche, se non soprattutto, dal metodo scelto da De Rosa per finanziare lo sviluppo del suo progetto: niente venture capital, bensì micromecenatismo grazie a Indiegogo, piattaforma di "crowd funding" attraverso la quale è possibile proporre al popolo della Rete le proprie idee per ottenere finanziamenti sottoforma di donazioni via PayPal da chiunque sia interessato e creda nell'iniziativa presentata. Il grafico italiano ha finora convinto 122 "micromecenati", grazie ai quali ha raccolto 4mila dollari sui 50mila che, secondo le stime, saranno necessari per portare la Socialmatic nelle mani degli utenti finali: l'obiettivo, infatti, è commercializzare questa fotocamera a un prezzo inferiore ai 350 dollari (circa 280 euro). Fra i problemi da risolvere, uno dei principali è l'ottenimento da Instagram (ovvero da Facebook) della licenza necessaria per utilizzare il layout, e magari anche il marchio, della famosa applicazione per smartphone: De Rosa spera che il buzz generato su internet dalla sua Socialmatic (sono già 18mila le menzioni su Twitter) spinga il gruppo di Mark Zuckerberg a contattarlo. Nel frattempo, puntando proprio sulla propensione al "networking" della sua creatura, De Rosa ha raggiunto un accordo con un gruppo "leader nelle telecomunicazioni mondiali", di cui non rivela il nome, per realizzare il prototipo.
Lunedì, 28 Maggio 2012 13:38
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...

La verità si cela...nel messaggio al telefonino.  Secondo un sondaggio americano che ha coinvolto seicento persone, gli sms esorterebbero la gente a essere spontaneamente sincera, smorzando la voglia di apparire a tutti i costi migliore e regalando il giusto tempo per riflettere su qualsiasi domanda. Anche sulle più personali.  Le persone tendono infatti a essere più razionali e sincere mentre messaggiano al cellulare piuttosto che durante una conversazione telefonica. E' questa la teoria  resa nota da uno studio dell'Università del Michigan in collaborazione con la New School of Social Research di New York. Gli intervistati sono stati reclutati via web tra gli utenti di iPhone, offrendo loro incentivi su iTunes store per partecipare al sondaggio.

Martedì, 22 Maggio 2012 07:06
Pubblicato in Scienza
Scritto da
Leggi tutto...

Frecce

Video Frecce Tricolori

 

Frecce Tricolori a Forte dei Marmi Guarda Ora

La Versilia e'...

La Versilia e'...


Informazioni sulla Versilia Guarda Ora

LaBottega

 

Cantine Basile

Ristorante il Piccolo Principe

BCC Versilia

Login or Register

Facebook user?

LOG IN

Register

User Registration
or Annulla