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Bambini obesi? Colpa dei genitori

La notizia arriva dalla Scozia: dunque accade che i servizi sociali, dopo aver più volte messo in guardia (la vicenda è durata tre anni) i genitori sulle cattive abitudini alimentari dei loro figli, addirittura obbligando quest’ultimi a consumare i pasti in presenza di un assistente sociale, hanno deciso di affidare gli stessi ragazzi obesi in adozione; si tratta di ragazzi con età compresa tra i 4 (25 kg) e i 12 anni (100Kg). Perplessi i referenti della Fe.S.I.N. (Federazione delle Società Italiane di Nutrizione), che hanno espresso il loro pensiero, in un documento firmato dal Segretario Nazionale, dott. Francesco Leonardi. “Non conosciamo le specifiche motivazioni (Maltrattamento? Negligenza? Incuria?) che hanno indotto all’ordinanza di affidamento dei ragazzini obesi, ma sarebbe preoccupante se l’allontanamento dai genitori dipendesse solo dalla loro patologia. L’obesità è, infatti, una patologia le cui cause genetiche, metaboliche, comportamentali e socio-ambientali risultano molteplici e complesse, il cui andamento è tendenzialmente cronico-recidivante e le cui complicanze comportano seri rischi per lasalute. “. La malattia è sicuramente collegata al regime dietetico,, ma c’è da sottolineare come sia da tenere in considerazione anche l’ambiente in cui si vive, che spesso favorisce l’obesità non facilitando le attività motorie".

Consorzio, non Bottega

  Ci segnalano che a proposito del nostro articolo sulla nuova apertura della BOTTEGA CAMPAGNA AMICA di Viareggio  "non esiste nessuna bottega, ma un semplice consorzio agrario che non vende prodotti ortofrutticoli". Ne prendiamo atto scusandoci per l'imprecisione.

La Bottega del " vero" a Viareggio

A Viareggio la “Bottega di Campagna Amica”. Prima esperienza sul territorio, e tra le prima in Toscana, debutta ufficialmente domani, sabato 3 marzo (taglio del nastro alle ore 10) in Via Libeccio, 3 nella nuovissima sede del Consorzio Agrario aperto alcuni mesi fa, lo store marchiato dal brand di Campagna Amica dove sarà possibile trovare, a fianco dei tradizionali prodotti dell’agroalimentare locale anche prodotti provenienti da altre regioni come per esempio le arance di Sicilia e i pelati di San Marzano Dop. Viceversa i prodotti simbolo del Made in Tuscany e delle imprese locali potranno essere venduti nella Bottega di Campagna Amica di Napoli, Catania o Roma. “Bottega di Campagna Amica significa mettere in condizioni – spiega Dina Pierotti, Presidente Provinciale Coldiretti - le nostre aziende di vendere i loro prodotti in tutta Italia senza essere presenti fisicamente. Questo vale per tutti i prodotti. Una possibilità fino ad oggi preclusa ai piccoli agricoltori”.

La Bottega, come i mercati esclusivi degli agricoltori, garantisce vantaggi a chi produce e chi consuma “tagliando” fuori dalla filiera quelle distorsioni che condizionano la spesa. “E’ un vantaggio per i produttori – analizza ancora la Pierotti - che potranno finalmente vendere al prezzo giusto concordato, ma anche per i consumatori che in ogni bottega di Campagna Amica potranno acquistare l’intera gamma di prodotti garantiti al 100% come italiani. L’iniziativa è promossa dal Consorzio Agrario di Pisa che ha già aperto, a dicembre dello scorso anno, la prima Bottega della Provincia di Pisa in Via Aurelia Nord. “E’ per noi la prima vera inaugurazione dell’agenzia – commenta Michele Conti, Direttore del Consorzio Agrario di Pisa – che è pronta finalmente a rispondere alle richieste delle imprese e degli hobbisti. La Bottega di Campagna Amica è il pretesto adeguato per farla conoscere alla Versilia”. Al taglio del nastro sono attesi i rappresentanti dell’amministrazione comunale e di Coldiretti, i floricoltori della Versilia e gli imprenditori agricoli.

Un principio che abbatte le distanze geografiche e che coinvolge tutti i prodotti del paniere delle aziende accredita al Consorzio di Campagna Amica. Ma sempre di vendita diretta si tratta anche se non sarà presente fisicamente il produttore. Per il progetto che porta la firma di Coldiretti (info su www.lucca.coldiretti.it) basato su una filiera corta agricola tutta italiana e sui principi della trasparenza, stagionalità, qualità e tracciabilità si apre una nuova fase. La Bottega non sostituisce, ma al contrario, va ad implementare e potenziare la rete dei mercati di Campagna Amica ormai punto fermo, su tutto il territorio – in Piazza degli Alpini a Massarosa ogni venerdì, in Piazza Romboni e Via Vittorio Emanuele ogni sabato a Camaiore, ed in Via Fratti, Via Mazzini e Via XX Settembre a Viareggio ogni giovedì mattina. - di migliaia di consumatori con un incremento del 53% nel 2011 e un tasso di crescita decine di volte superiore a quello dei discount. La Bottega resterà aperta dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19,30 garantendo così al consumatore la possibilità di fare ogni giorno la spesa a km zero.

 

Andrea Berti 

Attenti al pesce ' tarocco'

pangasio del Mekong, venduto come cernia, fino al polpo del Vietnam spacciato per nostrano. Ma ci sono anche l’halibut atlantico spacciato per sogliola, il dentice dalla Mauritania e le vongole turche, mentre i gamberetti sono spesso targati Cina, Argentina, Mozambico o, ancora, lo stesso Vietnam. Sono alcuni dei “tarocchi” ittici che finiscono puntualmente nei menu dei ristoranti e mense e di cui il consumatore non sa nulla: convinto di mettere sotto i denti pescato locale, magari del Mar Tirreno, si ritrova invece a cibarsi illusoriamente di prodotti ittici che arrivano dall’altro capo del mondo. Tutto nasce da un “difetto” se così vogliamo definirlo: se l’etichetta di origine con tanto di zona di pesca è obbligatoria per il pescato acquistato in pescheria o dall’imprenditore, lo stesso principio non vale purtroppo quando il pesce arriva al ristorante. Una volta che finisce nella ghiacciaia del ristorante non è infatti più dato saperne la provenienza. Un vuoto che Coldiretti vuole riempire con “l’etichetta di origine” replicando le esperienze già attivate nel settore agroalimentare. Del resto olio o polpi che differenza fa se sono Made in Italy?

La proposta è stata presentata da Coldiretti Impresa Pesca che ha auspicato, nell’ambito dei provvedimenti di legge “sull’ammodernamento della pesca e acquacoltura in Italia”, la “tracciabilità della produzione ittica”. Sarebbe un passo avanti notevole in difesa e per conto del consumatore che chiede, a gran voce, di sapere con esattezza cosa mangia. “Due terzi dei pesci serviti a tavola – spiega Francesco Ciarrocchi, Direttore Provinciale Coldiretti – sono tarocchi. Eppure, nonostante la pescosità dei nostri mari e la presenza di numerose imprese, solo un terzo del pesce proviene dalle nostre coste. La produzione ittica, al pari della produzione agroalimentari, deve essere tutelata e difesa dagli attacchi della pirateria. Nasce da questo principio, lo stesso che ispira il nostro progetto per una filiera agricola tutta italiana, la proposta di Coldiretti Impresa Pesca”. E tra i pesci più “imitati”, a completare un panorama che ha dell’incredibile, c’è anche il pesce spada che invece altro non è che trancio di squalo smeriglio; il baccalà, in realtà filetto di brosme oppure il pagro fresco venduto come dentice rosa. E ancora il pesce serra al posto delle spigole, il pesce ghiaccio al posto del bianchetto, la verdesca al posto del pecespada, l'halibut atlantico al posto delle sogliole. “Dovrebbe essere un diritto del consumatore sapere cosa mangia – conclude Ciarrocchi – noi vogliamo garantirglielo”. 

La Versilia da mangiare: come abbinare buon cibo e portafoglio. Il Chiodo

di Erika Ansani

Foto contadine d’epoca alle pareti, gioghi di buoi come lampadari, madie e vetrine stile rustico toscano, ecco come si presenta al visitatore il ristorante pizzeria “IL Chiodo” a Massarosa.Tre generazioni di esperti del buon cibo e del buon bere si sono succedute facendo della qualità del prodotto e del servizio una missione lavorativa. Difatti, come tiene a precisare il filosofico proprietario, tutto ciò che viene cucinato quotidianamente,è frutto più di una ricerca poetica degli abbinamenti e del gusto, che di una semplice spesa al mercato...

Leggi tutto: La Versilia da mangiare: come abbinare buon cibo e portafoglio. Il Chiodo

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