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Messaggi ormonali dietro i segreti del sesso

La notizia potrebbe fare felici o incuriosire molti. Visti i suoi potenziali sviluppi. Scoperti i meccanismi d’azione delle molecole del sesso. Secondo uno studio pubblicato su Nature Neuroscience da un gruppo di ricercatori guidati da Ron Yu dello Stowers Institute for Medical Research (Kansas City, Usa), infatti, alla base dell’istinto sessuale c’è l’attivazione di due proteine che mettono in funzione i neuroni dell’organo vomerosensoriale, una struttura presente nel naso dei topi e che non manca nemmeno nel corpo umano, anche se in una versione più piccola e dal funzionamento meno sofisticato.Nei topi quest’organo percepisce la presenza dei feromoni, le molecole responsabili dei messaggi sessuali rilasciate da questi e da altri animali. La nuova ricerca ha svelato che una volta percepita la loro presenza vengono attivati Trp2 e Sk3, due canali ionici, cioè molecole presenti sulle membrane delle cellule che permettono il flusso di ioni tra l’interno e l’esterno. Tale flusso viene trasmesso attraverso i neuroni associati all’organo vomeronasale fin nel cervello, dove stimola la risposta sessuale. Gli esperimenti che hanno portato a questa scoperta sono stati condotti sui topi, ma potranno aiutare a gettare luce anche sui meccanismi che regolano l’istinto sessuale nella specie umana. Nel caso dell’uomo, infatti, non è ancora stata fatta completa chiarezza sul ruolo giocato dai feromoni nel sesso, ma nuove ricerche che tengano conto anche dei risultati ottenuti in questo studio potrebbero gettare luce sulla funzione di questi messaggeri sessuali.

Il medico di famiglia

Il medico di base, o come siamo soliti definirlo “medico di famiglia”, è la persona che più conosce la nostra salute e il nostro modo di gestirla. Rappresenta il punto di riferimento a cui ci rivolgiamo per essere  curati e consigliati sulle terapie da seguire, ma anche qualcuno capace di rassicurarci, di indicarci lo specialista adatto al caso nostro e l’iter da seguire per poter accedere alle cure del Servizio Sanitario Nazionale. 
Conosciamolo meglio attraverso le parole del dr. Guido Lucchetti.

  Com’ è cambiato nel tempo il ruolo del medico di famiglia ?

  Il ruolo del medico di base è rimasto quello di sempre, semmai sono cambiate le esigenze sociali. Al medico di famiglia vengono richieste sempre più prestazioni a parità di compenso.Oggi abbiamo una popolazione mediamente più anziana che si sposta con difficoltà  quindi sono aumentate le visite a domicilio. 

Quali prerogative ricopre attualmente? 

C’è una tendenza a curare di più i pazienti nella loro casa, sia perché il numero dei letti in ospedale si è ridotto, sia perché i tempi di ricovero sono brevi ed è il medico di famiglia che comunque deve continuare a seguire l’andamento della patologia a domicilio. C’è da dire che è comunque supportato e aiutato dagli infermieri del territorio e dagli specialisti ospedalieri. Ad esempio, per i pazienti oncologici c’è la terapia palliativa con accesso domiciliare. Oggi più che mai, il medico di base è diventato il punto di riferimento della famiglia, anche da un punto di vista informativo circa gli iter da seguire per accedere al Sistema Sanitario Nazionale.

  Qual è il rapporto tra il medico di famiglia e il paziente?

Da un certo punto di vista si è “irrigidito”, questo perché i pazienti sono sempre più esigenti ed anche per piccoli errori si rivolgono all’avvocato per chiedere il risarcimento del danno, cosa che un tempo non era neanche ipotizzabile. Quindi il medico tende a “darsi meno”. Nella maggior parte dei casi però, rimane un rapporto di amicizia e fiducia.

Come lavora oggi il medico di famiglia?

Oggi il medico di base non lavora da solo, ma in equipe  attraverso forme associative e cooperative che attuano progetti per il territorio per alleggerire il lavoro alla struttura ospedaliera.

Verso quali modalità di cure sanitarie stiamo andando?

 L’indirizzo della medicina futura è quello dell’ ospedalizzazione domiciliare, anche per quanto concerne le visite specialistiche e le indagini strumentali come ecografia, elettrocardiogramma etc.. etc..Si è costituita in molte regioni italiane tra cui la Toscana,  “La Società della Salute”, un ‘organizzazione (consorzio pubblico) composta da tre soci : Asl,  Comuni e Associazionismo che ha il compito di riunire tutto il sociale e il cui obiettivo finale consiste in una strutturazione sanitaria composta da due poli, quello prettamente specialistico rappresentato dall’ Ospedale che accolga e segua le patologie acute e il Polo del territorio (zona-distretto appunto società della salute) costituito dall’unità di primo soccorso, dal 118, medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, laboratorio analisi e consultori che segua le patologie croniche.

In questa strutturazione innovativa che posizione assume il medico di medicina generale?
 In questo nuovo contesto il medico di famiglia assume la figura principale e “smista”in base alle patologie i pazienti bisognosi di cure, lavorando sette giorni alla settimana e 24 ore al giorno.

Riguardo alle procedure prettamente  burocratiche relative all' assistenza sanitaria, ci sono stati dei cambiamenti di rilievo nel corso di questi ultimi anni?
Una novità introdotta negli ultimi anni è l’informatizzazione, attraverso la quale il medico di famiglia condivide le informazioni prettamente mediche con le altre strutture sanitarie e al momento si sta parlando della “ricetta online” interessante strumento specie per coloro che seguono terapie ripetitive, poiché possono in questo modo evitare il passaggio del ritiro della ricetta cartacea presso l’ambulatorio, recandosi direttamente in farmacia e ritirare il proprio farmaco.

  Quando consiglia di rivolgersi ad uno specialista ?
 Quando riscontro patologie che non possono essere risolte in ambito ambulatoriale.

  Quando è necessario rivolgersi al proprio medico e quando invece ci si deve rivolgere al pronto soccorso?
 Al Pronto Soccorso bisogna rivolgersi in assenza del medico curante e di fronte a sintomi e patologie gravi, quindi il sabato, la domenica e nelle ore notturne, ma in prima istanza la soluzione migliore  è sempre quella di chiamare il 118 . Naturalmente questo è opportuno in casi di sintomi importanti, come il forte dolore al petto che può essere il campanello di allarme di una patologia cardiaca  in corso, in caso di traumi gravi e dolori addominali violenti. Il medico curante dovrebbe comunque essere informato.

  Quali sono gli esami di routine e con che frequenza andrebbero eseguiti?
Gli esami del sangue andrebbero eseguiti esclusivamente se ci sono problemi o come controllo periodico in caso di patologie già esistenti.
Gli esami preventivi, come il sangue occulto nelle feci (per la neoplasia del colon), il paptest, l’ ecografia mammaria e la visita urologica (per le patologie prostatiche- dopo i cinquanta anni), con cadenza annuale. La mammografica con cadenza biennale. La migliore prevenzione resta comunque uno stile di vita sano. Niente fumo, una dieta equilibrata sia per qualità che per quantità di cibo assunto e il movimento.

Quali sono le patologie più frequenti ?
Le cardiopatie ischemiche, le cerebropatie ischemiche (ictus) e i tumori, quelle più gravi. Per quanto concerne le patologie croniche : il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa , la b.p.c.o (bronchite cronica ostruttiva) e lo scompenso cardiaco.

  Come è cambiata la salute dei pietrasantini  negli ultimi 30 anni?
E’ cambiata in meglio, si vive più a lungo perché sono migliorati sia lo stile di vita che la qualità della medicina e ciò ha consentito un aumento della vita media dei pietrasantini.

   Qualche curiosità…
Alcune domande curiose che mi vengono poste, tipo – “Dottore, ma le capsule vaginali vanno prese per bocca? -  “Cos’è la prostica ? “(prostata) –“ Come mai dottore non lavora la domenica?” e varie altre. C’è poi chi per farsi fare una ricetta arriva un’ora prima dell’apertura dell’ambulatorio.

   Note biografiche
Il dott. Guido Lucchetti  e' nato a Massa Carrara il 28 Giugno 1953. Si e' laureato in medicina nel 1979 e ha conseguito la specializzazione in ortopedia e traumatologia nel 1983. Esercita la professione medica dal 1980.

Le fragole fanno bene al cuore

Ecco un buon motivo in più per fare scorpacciate di fragole. Un nuovo studio scientifico ha scoperto che la fragola contiene una sostanza capace di produrre effetti benefici sul cuore. In particolare, si tratta di una proteina che riduce i lipidi e il colesterolo nel sangue, due tipici fattori di rischio di problemi cardiocircolatori. Lo studio Lo studio è stato condotto dalla University of Warwick, in Gran Bretagna, dimostrando come all'interno delle fragole si trovino degli estratti che attivano la produzione nel nostro corpo di una proteina chiamata Nrf2, nota per le sue proprietà antiossidanti e protettive. "Studi precedenti avevano già suggerito che le fragole sono utili per ridurre la densità del colesterolo cattivo e del glucosio in seguito a un pasto, ma questa è la prima volta che vediamo una stimolazione diretta sulle proteine del nostro corpo che offrono protezione dalle malattie", ha spiegato Paul Thornalley , ricercatore a capo dello studio. "Non sentitevi in colpa quindi per aggiungere un po' di panna alle vostre fragole, poiché gli effetti dello zucchero sono contrastati. Anche se è ovviamente meglio mangiare più fragole e meno panna", ha concluso lo scienziato. A cosa fa bene la fragola Tra i frutti in assoluto più ricchi di vitamina C (che le rende ottime per la prevenzione dell’influenza stagionale e dei raffreddori, ma anche ottimi aiuti per garantirsi un’abbronzatura da favola), le fragole sono perfette per essere inserite in qualunque dieta: apportano pochissime calorie (solo 30 ogni 100 g) e non contengono grassi saturi, colesterolo o sodio. Le proprietà benefiche per l’organismo sono le più varie: sono in grado di proteggere il colon; una sostanza (l'acido ellagico) che contengono quando sono molto fresche ha addirittura proprietà antitumore; apportano anche una buona dose di calcio, indispensabile per prevenire l’osteoporosi e rispondere alla naturale esigenza di questo minerale da parte dell’organismo. Ma soprattutto, la fragola è un potente antietà: grazie alla notevole quantità di antiossidanti, può contribuire a rallentare il tempo che passa, contrastando la produzione di radicali liberi.

Il cielo e' blu: perche'?

La luce visibile di color bianco proveniente dal Sole è composta dalla sovrapposizione di onde elettromagnetiche di diverse lunghezza d'onda che variano dalla radiazione che percepiamo come violetta, fino alla radiazione che ci appare rossa, passando per il blu, verde, giallo, arancio. Le particelle di polvere e le goccioline d'acqua presenti nell'atmosfera sono molto più grandi della lunghezza d'onda della luce visibile: in questo caso la luce viene riflessa in tutte le direzioni allo stesso modo, indipendentemente dalla propria lunghezza d'onda. Le molecole di gas hanno dimensioni inferiori e la luce si comporta diversamente a seconda della sua lunghezza d'onda. La luce rossa ha una lunghezza d'onda maggiore e tende a “scavalcare” le particelle più piccole senza “vederle”; questa luce, dunque, interagisce molto debolmente con l'atmosfera e prosegue la sua propagazione rettilinea lungo la direzione iniziale. Al contrario, la luce blu ha una lunghezza d'onda inferiore e si “accorge” della presenza delle molecole da cui è infatti riflessa in tutte le direzioni. Quindi, nell'attraversare l'atmosfera, la maggior parte della radiazione di maggior lunghezza d'onda prosegue la sua traiettoria rettilinea. La luce rossa, arancione e gialla viene influenzata solo in minima parte dalla presenza dell'aria. Al contrario, la luce blu è diffusa in tutte le direzioni. In qualunque direzione si osservi, parte di questa luce giunge ai nostri occhi. Il cielo, pertanto, appare blu.

Occhi dei bambini da proteggere in estate

Per i piccini andare al mare o in piscina è un’esperienza di gioco davvero unica. Felici, liberi, instancabili e più o meno amanti della sperimentazione i ostri cuccioli non smetterebbero mai di fare il bagno e di cimentarsi nelle tantissime occasioni di gioco che questi contesti gli offrono. E così, mentre loro scalpitano per fare i castelli di sabbia con questo o con quell’amichetto o per fare il bagno, noi gli corriamo dietro ora armate di crema, ora con un cappellino per evitare che il sole troppo caldo gli provochi un’insolazione. Premurosa e attenta la schiera di mamme, nonne, sorelle, zie e bambinaie, però, spesso dimenticano che sia al mare che in piscina gli anche occhi del piccolo hanno davvero bisogno di protezione. Per prima cosa, allora, è utile ricordarsi di comprare anche ai nostri minuzzoli un paio di occhiali da sole che siano conformi alla legge per quel che riguarda i filtri UV. Scegliamoli insieme a loro, assicurandoci che gli piacciano e che non gli diano fastidio su nasino o magari sulle orecchie, e cerchiamo di farglieli indossare quando la luce è davvero troppo intensa, per esempio, se sta giocando con la palla o con i racchettoni sul bagnasciuga, o se la giornata è molto ventosa. Inoltre è il caso di ricordare che limitare l’esposizione non è solamente un modo per proteggere la pelle, ma anche una regola fondamentale per gli occhi: tra mezzogiorno e le quattro la luce è troppo intensa perciò non basta stare sotto l’ombrellone ma occorre andare via dalla spiaggia. Infine ricordatevi di tenere sempre a portata di mano una bottiglietta di acqua dolce per quando al piccolo finirà qualche granello di sabbia negli occhi. Dato che la retina dei bambini è molto delicata, infatti, è importantissimo che non vi siano rischi di abrasione. A fine giornata il vostro nuotatore provetto ha lo stesso gli occhi rossi? Qualche goccia di collirio alla camomilla, rigorosamente 100% naturale, dopo la doccia rimetterà tutto apposto.

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