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QUANDO IL CIBO DIVENTA UNICA RAGIONE DI VITA: IL BED

di SUSANNA BENASSI Con il Binge Eating Disorder (BED, in italiano, Disturbo da Alimentazione Incontrollata) chiudiamo il ciclo descrittivo dei disturbi dell'alimentazione (DA). Abbiamo visto che nell'anoressia l'elemento predominante della personalità di chi ne soffre è una volontà ferrea all'astinenza dal cibo e nella bulimia questo controllo seppure attenuato, è ancora presente e manifesto nell'attuazione di meccanismi compensatori. Nel BED, la capacità dell'individuo di mettere in atto meccanismi di compenso è pressoché assente. Ecco che il cibo diventa unica ragione di vita, pensiero ossessivo, "cura" per placare le proprie ansie. La "debolezza" psicologica che trova un temporaneo giovamento nell'atto del nutrirsi, si trasforma subito dopo in senso di colpa,aumentando la sensazione d'impotenza e inadeguatezza, minando sempre più la naturale capacità di reagire in maniera decisa ed affrontare il problema. Il risultato di tale comportamento è l'obesità che causa di gravi danni alla salute e isolamento sociale.


Intervista al  Dr.Luca Maggi, Psichiatra e Psicoterapeuta  

 

Che cos'è il BED?

Si tratta del disturbo dell’alimentazione che si riscontra più frequentemente.Nella quarta versione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM IV-TR) era citato nell'ambito delle sindromi che dovevano ancora essere studiate e definite. Nell'ultima versione del manuale (DSM-V, 2013) è inserito a tutti gli effetti insieme ad Anoressia (AN) e Bulimia (BN)

Ma in cosa consiste?La caratteristica principale del disturbo sono ricorrenti episodi di abbuffata in assenza di meccanismi di compenso tesi all’eliminazione delle calorie assunte.  Le abbuffate sono caratterizzate da sensazione di perdita di controllo e dall'assunzione di un'ingente quantità di cibo in un breve lasso di tempo. Si tende a mangiare da soli a casa, perché in imbarazzo se osservati. Si mangia più rapidamente del normale, anche quando ci si sente spiacevolmente ripieni e il mangiare è generalmente sganciato dalla sensazione di fame "fisica" (vera fame). Le abbuffate sono solitamente seguite da sentimenti di colpa e tristezza.

 

Anche la Bulimia è caratterizzata da ricorrenti "abbuffate"... Incosa si differenzia il BED allora? In effetti ci sono diverse similitudini tra BN e BED, tuttavia, la caratteristica distintiva del BED è la mancanza dei meccanismi di compenso quali il vomito auto-indotto, il digiuno compensatorio, l’esercizio fisico eccessivo, l’uso di purganti, etc.

 

A che età insorge e qual è il sesso più colpito?Mentre l''insorgenza dell'AN e della BN è compresa tra i 14 e i 19 anni l'esordio del BED è più difficilmente inquadrabile come fascia d'età ed è compreso in un ampio intervallo che va dall'infanzia all'età avanzata, più frequentemente collocabile in età giovane-adulta. Il tasso di prevalenza nell'arco della vita èdel 3,5% per le donne e del 2% negli uomini. La distribuzione nei sessi è più bilanciata rispetto all'AN o BN poiché interessa il sesso maschile nel 30-40% dei casi.

 

Abbiamo detto che nel BED, non sono presenti i meccanismi compensatori propri della BN (vomito auto-indotto, astinenza temporanea forzata dal cibo, etc...) quindi, in questa patologia "l'obiettivo" ossessivo non riguarda il controllo del peso e di conseguenza, non c'è un'attenzione particolare nei confronti della propria immagine "estetica"?In realtà, anche le persone affetta da BED condividono lo stesso nucleo psicopatologico comune a tutti i DA, ovvero, l’eccessiva preoccupazione per il peso, l’alimentazione e le forme del corpo. Rispetto alla BN, nel BED si attribuisce una minore importanza alla magrezza e difficilmente si ha una restrizione alimentare. Talvolta il BED può rappresentare la tappa finale di una “migrazione” iniziata con un’anoressia (AN) e transitata attraverso la bulimia (BN) passando dall’ipercontrollo tipico dell’AN alla totale perdita di controllodel BED.

 

Questa caratteristica "mancanza di controllo" rende più difficile la terapia?

È intuitivo che, mancando i meccanismi di compenso, le persone tendono verso il sovrappeso e l'obesità. In alcune ricerche in centri specializzati per il trattamento dell'obesità, fino al 30% dei pazienti seguiti ha una storia di BED. In questi pazienti, il riscontro in anamnesi di una storia di BED rappresenta un fattore prognostico negativo riguardo alle possibilità di successo perché è più difficile riuscire a modificare le condotte alimentari e gli stili di vita  errati che hanno causato l’obesità. Inoltre, i soggetti obesi con BED hanno uno stile alimentare più caotico e più elevati tassi di psicopatologia, in particolare disturbi dell'umore di tipo depressivo.

 

Quali sono i meccanismi psicologici che stanno dietro al BED?

Le abbuffate sono frequentemente collegate ad un disagio emotivo ed al cosiddetto “emotional eating”, ovvero, il mangiare cibi gratificanti (in genere ipercalorici e gustosi) per compensare una condizione psicologica di tristezza, disagio, stress. Gli elementi che caratterizzano maggiormente questi pazienti sono i sentimenti d’inadeguatezza e la sensazione d’incapacità e impotenza nel controllare l'alimentazione. Comeprecedentemente accennato, la mancanza di volontà differenzia nettamente il BED dall’AN e dalla BN nelle quali prevale la tendenza all' ipercontrollo. Inoltre, mentre nella BN le abbuffate sono più frequentemente sostenute da una restrizione alimentare, questo non accade nel BED dove la perdita del controllo sull’alimentazione sembra precedere le diete restrittive.

 

Che tipo di personalità ha chi è ha affetto da questa patologia? Si tratta generalmente di soggetti con tratti temperamentali di tipo distimico pervasi da sentimenti di autosvalutazione e da una bassa autostima nucleare (di fondo). Alcuni ipotizzano che la bassa autostima in un contesto culturale di spinta verso la magrezza e, al contempo, di pressione obesogenica possa precipitare nel BED. L'inizio di una dieta subito minata dall'insuccesso e dalla comparsa di abbuffate con conseguente feedback negativo sui livelli di stima possonoinnescare una spirale che tende a perpetuare il disturbo. Alcuni studiosi ritengono che il discontrollo alimentare in questi soggetti sia direttamente correlato all’umore depresso,ovvero, maggiore è la sintomatologia depressiva più forte sarà la tendenza ad abbuffare. Peraltro, l’obesità stessa può essere un fattore capace di contribuire all’insorgenza e al mantenimento di una sintomatologia depressiva.

Che tipo di comportamento alimentare segue chi ha il BED? Ce lo può descrivere sommariamente? 

Il comportamento alimentare è caratterizzato da fasi di "binge" (abbuffata) in cui le persone guadagnano rapidamente peso, alternate a giorni in cui si mangia normalmente o addirittura si tende a restringere. Il bilancio calorico in ogni caso è in eccesso ed associato ad uno stile di vita estremamente sedentario. Si pensi che un soggetto normalmente attivotende a fare 10.000 passi al giorno (misurati con un contapassi), mentre una persona  affetta da BED ne compie da 700 a 2.000.

 

Quali sono le conseguenze per la salute?

Le complicanze del BED sono essenzialmente di tipo medico e correlate al grado di obesità, quindi, ipertensione arteriosa, disturbi cardiovascolari, sindrome delle apnee notturne, diabete di tipo II, aumento del colesterolo e dei trigliceridi, artrosi soprattutto a carico delle ginocchia e  della colonna vertebrale con evidenti difficoltà nello svolgimento delle attività della vita quotidiana.

 

E dal punto di vista dell'interazione sociale, quali sono le problematiche più comuni

Come per tutti i DA si ha un impatto estremamente negativo sul funzionamento familiare e sociale perché queste persone nel tempo tendono ad isolarsi sul piano relazionale a causa del senso di inadeguatezza e vergogna per il proprio aspetto, soprattutto nei casi in cui si raggiungono gradi elevati di obesità che rimane fortemente stigmatizzata nella nostra cultura.

Quali sono le cure?

È indicato un lavoro in equipe multidisciplinare integrata costituita da varie figure professionali (psichiatra, psicoterapeuta, nutrizionista, fisioterapista, internista) per affrontare i sintomi nucleari del disturbo, le complicanze mediche ed arrivare ad una modificazione stabile dello stile di vita.Le psicoterapie che hanno mostrato maggiori successi sono la terapia cognitivo comportamentale (CBT) e la psicoterapia interpersonale (IPT) nei setting individuale e di  gruppo. Generalmente è indicata una terapia farmacologica in presenza di una sintomatologia depressiva oppure ansiosa associata. A differenza della BN (dove i soggetti generalmente sono normopeso) si cerca di ottenere una riduzione del peso lavorando sulla dieta e su un regime di vita più salutare, attraverso migliori abitudini alimentari, una moderata restrizione calorica e un aumento dei livelli di attività fisica.

 

Queste persone chiedono aiuto?

In genere la motivazione al trattamento è presente e la storia delle persone affette da BED è costellata da numerosi fallimenti di prescrizioni dietetiche. Nel tempo subentra una demoralizzazione riguardo alle possibilità di riuscire a controllare l’alimentazione e l’aumento di peso.

 

Visto che il BED può insorgere in giovane età, quali consigli possiamo dare ai genitori? Come per tutti i disturbi dell’alimentazione è necessario un coinvolgimento attivo dei familiari e di altre persone significative principalmente attraverso un’opera di psicoeducazione. Infatti, avere la possibilità di comprendere meglio il disturbo che affligge il proprio caro cercando di evitare eventuali atteggiamenti disfunzionali dovrebbe essere uno dei capisaldi del trattamento. Ad esempio, un adolescente che presenta un’alimentazione discontrollata e caotica con conseguente rapido aumento di peso dovrebbe essere valutato da un’equipe multiprofessionale (psichiatra, psicoterapeuta, nutrizionista, internista) nell’ambito di un centro specializzato per il trattamento dei DA.

 

Esiste un programma di prevenzione?

Una delle sfide principali del trattamento dei DA è come riuscire a compiere un buon programma di prevenzione primaria, cioè, in grado di prevenire l’insorgenza del disturbo, ad esempio attraverso una serie d’incontri educativi effettuati da professionisti in ambito scolastico.

 

Quanto è importante l'intervento terapico precoce in questo disturbo?

Un grande problema che condiziona la prognosi riguardo alle possibilità di successo terapeutico è il ritardo tra l’inizio della malattia ed il primo trattamento appropriato: è chiaro che quanto prima e in maniera scientificamente valida s’interviene sul disturbo tanto maggiori saranno le possibilità di successo.

 

A chi ci si deve rivolgere?

Il ruolo del pediatra e del medico di medicina generale ha una grande rilevanza nell’individuazione dei casi a rischio, nella diagnosi precoce e nel riferimento ai centri specializzati. NeiDipartimenti di Salute Mentale della Regione Toscana sono presenti ambulatori dedicati al trattamento dei DA e anche in ambito privato sono sempre più numerose le iniziative in tal senso.

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