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Cosa finisce nei nostri piatti? Poca trasparenza sui prodotti agroalimentari

Un terzo del carrello della spesa è ancora anonimo, ma per nove lucchesi su dieci l’etichetta trasparenza sui prodotti agroalimentari è indispensabile.In sintesi vogliono sapere cosa mettono nel piatto e soprattutto l’origine degli ingredienti che spesso non sono ben chiari o evidenti. Insieme allo stabilimento di lavorazione va indicata obbligatoriamente in etichetta anche l'origine degli ingredienti per tutti gli alimenti  per consentire ai consumatori di fare scelte consapevoli e difendere il Made in Italy. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla definitiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo che reintroduce l'obbligo di indicare lo stabilimento di produzione o confezionamento degli alimenti in etichetta. “L’etichetta – sottolinea Maurizio Fantini, Direttore Coldiretti Lucca - è considerata un elemento rilevante di trasparenza da parte dei consumatori italiani che nel 96% dei casi dichiarano che è molto importante che vi sia scritta in modo chiaro e leggibile l'origine dell'alimento e per l'85% è fondamentale ci sia anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione”.

Una battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che ha portato per ultimo alla pubblicazione del decreto che obbliga ad indicare l'origine del grano impiegato nella pasta e del riso dopo quello sui prodotti lattiero caseari e sulla passata. Due prosciutti su tre venduti come italiani, sono in realtà provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione in etichetta, come pure 1 pacco di riso su 4 ma anche i succhi di frutta o il concentrato di pomodoro le cui importazioni dalla Cina sono aumentate del 43% nel 2016 ed hanno raggiunto circa 100 milioni di chili, pari a circa il 20 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. “Resta - conclude Fantini - molto da fare con oltre 1/3 della spesa dei lucchesi che è ancora anonima con l’etichetta che non indica l’origine degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro, dai sughi pronti ai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. L’etichetta obbligatoria è uno strumento che garantisce il consumatore e protegge i produttori dai vergognosi fenomeni di contraffazione e agropirateria alimentare”. 

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