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dolci

di LARA FIORINI

Pasqua è un giorno di rinascita e di abbondanza:  la tradizione versiliese usa proporre diverse pietanze speciali, ma soprattutto le torte, dolci e salate.

Oltre alla Pasimata (schiacciata con uva e semi di anice) e alla torta di riso dolce, degna di nota è la "torta Putta" sicuramente un piatto irrinunciabile, in Versilia,  per festeggiare la mattina di Pasqua.

La colazione tradizionale è abbondante, oltre alle uova benedette che si consumano con un pizzico di sale e cannella si usa infatti mangiare anche una fetta di torta putta.

Ogni famiglia ha la sua variante, questa ricetta semplice che vi propongo è quella di mia mamma, la preparo ogni anno e la mia cucina si riempie di profumi e di ricordi preziosi.

Una volta si cuoceva rigorosamente nel forno a legna, in una teglia di coccio.

Oggi va benissimo anche il forno di casa

Le spezie si trovano già miscelate nei vecchi alimentari se non le trovate seguite la ricetta.

 

 

 

RICETTA

  • 3 hg di riso

  • 1 litro di latte intero

  • 150 g pecorino romano

  • 150 g di parmigiano o grana padano

  • 5 uova intere

  • spezie già miscelate mezzo cucchiaio, oppure 1 cucchiaino colmo di cannella, 5 g di noce moscata, 5 g di chiodi di garofano ovviamente tutto in polvere.

  • Pepe abbondante e sale quanto basta

 

Preparazione:

 

Lavate il riso sotto l'acqua fredda e mettetelo a cuocere in abbondante acqua, una volta cotto al dente lasciatelo freddare in una ciotola, aggiungete uova,  spezie formaggio e latte.

Versate tutto in una teglia media e infornate a 180° fino a quando sulla superficie non si formerà una crosticina dorata, una quarantina di minuti dovrebbero bastare.

Buon appetito e Buona Pasqua.

 
Giovedì, 18 Aprile 2019 19:45
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di LARA FIORINI

In primavera la cucina versiliese si riempie di profumi e sapori meravigliosi. Molti dei piatti più semplici e gustosi sono fatti con ingredienti legati alla terra, erbe spontanee e germogli.

Oltre alle zuppe e alle varie preparazioni con le erbe di campo,  delle quali potremo parlare in seguito, deliziose sono le frittate di noppoli e asparagi selvatici.

La pianta del noppolo .- che ha proprietà sedative -  non è altro che luppolo selvatico, se ne raccolgono i germogli a primavera nella piana versiliese in prossimità dei corsi d'acqua.

Invece gli asparagi selvatici chiamati anche asparagina si trovano più facilmente in collina: hanno  proprietà diuretiche, depurative e disintossicanti per fegato e reni.

Con questi germogli, in assato, si cucinavano risotti, frittate, zuppe e contorni.. Le famiglie contadine si tramandavano la conoscenza delle erbe eduli. ma anche di quelle officinali preziose in special modo nei periodi di magra come il dopo guerra. Ogni anno a primavera diventa così un rito passeggiare al primo sole lungo il fiume Versilia raccogliendo erbe e pensando a questa grande ricchezza  da noi ereditata.

  Ricetta:

 

      *     un mazzetto di noppoli o di asparagi selvatici

 

      *     4 uova intere grandi

 

      *     olio evo

 

      *     sale qb

 

      *     latte qb

 

      *     formaggio grattugiato ( grana o parmigiano).

 

     Pulite i germogli e togliere le parti più dure, spezzarli in una padella con un filo di olio, lasciar cuocere.

 

      Gli asparagi avranno bisogno di maggior tempo di cottura, consiglio di aggiungere un po di acqua e coprire la padella con un coperchio.

 

      Preparate le uova sbattendole con formaggio sale e un pochino di latte.

 

      Togliete dalla padella la verdura e unitela all'uovo mescolando.

 

      In seguito un filo di olio nella padella antiaderente e versate l'impasto cuocendo bene da tutti e due i lati girando la frittata con un coperchio.

 

      Io le servo con una fresca insalata. E, ovviamente,  buon appetito.

 

     

     

Giovedì, 11 Aprile 2019 06:34
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Weekend con lo Street Food a Tonfano di Marina di Pietrasanta.  Appuntamento di inizio primavera da leccarsi i baffi con la quarta edizione del festival del cibo da strada più atteso dell’anno. Un fine settimana gastronomico, in programma nel centro di Tonfano, da venerdì 5 aprile a domenica 7 aprile dalle ore 10 fino a tarda notte. L'evento è organizzato da Marina Eventi con il patrocinio del Comune di Pietrasanta. Un villaggio gastronomico, con 20  mezzi  “posteggiati” in via Versilia, la centralissima via dei negozi e dello shopping. Oltre alla cucina tipica regionale italiana, da divorare ci sono i celebri hamburger americani, specialità europee come la paella ma anche il cibo oltreoceano con quesadillas mexicane, cucina etnica thai e tanto altro.

Non solo food, ma anche tanta musica ed intrattenimento accompagnano il weekend del cibo di strada con il dj set-karaoke in agenda sabato 6 aprile dalle 21.00 in poi.

Venerdì, 05 Aprile 2019 06:47
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      “Leonardo non era vegetariano” nel Chiostro di S. Agostino. Terzo ed ultimo appuntamento mercoledì 3 aprile (alle ore 17.00) a Pietrasanta con il ciclo di incontri letterari patrocinati dal Comune di Pietrasanta nell’ambito delle celebrazioni del 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci. Edito da Editore con la prefazione di Oscar Farinetti “Leonardo non era vegetariano” è un libro con due anime, una storico artistica e un'altra culinaria. Gli autori ci regalano infatti un ritratto inedito del grande genio toscano come pioniere della moderna cultura gastronomica.

 

 Leonardo da Vinci amava il cibo, esplorò le proprietà degli alimenti per la salute del corpo, inventò macchine e utensili per la sua lavorazione e lo rese protagonista anche nei suoi dipinti, come Cenacolo, la mensa più famosa del mondo.

 Il libro è in realtà un vero e proprio manuale di cucina contemporanea composto da ricette sfiziose, illustrate fotograficamente in ogni fase di preparazione, dello chef Eataly, Enrico Panero (Ristorante Da Vinci, Eataly Firenze) capaci di evocare intensamente, con gusto e creatività, il mondo di Leonardo. Tra gli autori Davide Paolini che introduce le tappe di un viaggio tra i luoghi, le opere e i sapori di Leonardo che si mescolano con le invenzioni culinarie di Panero introdotte dalle note di Annamaria Tossani, che collegano la cucina di Leonardo a quella del nostro tempo. Cristina Acidini, tra i massimi esperti mondiali di arte rinascimentale, racconta la poesia del Cenacolo più famoso del mondo. In appendice, un glossario con gli ingredienti studiati da Leonardo impiegati nelle ricette di Panero e una cronologia leonardiana.   La presentazione del libro è anche l’occasione per visitare la mostra “Leonardo Digitale” di Andreas Oliver Klein ospitata tra la Chiesa ed il Chiostro di S. Agostino fino a domenica 7 aprile. L'ingresso è gratuito.

Lunedì, 01 Aprile 2019 05:46
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Una proposta di successo. Stiamo parlando di " Urlari una delle cantine Toscane che negli ultimi anni si è ritagliata un posto tra i nomi emergenti, in un panorama enologico nel quale, data la presenza di moltissimi produttori di ottimo livello, spiccare è tutt’altro che semplice.  Successo dovuto a diversi fattori, tra cui risalta l’enologo Jean-Philippe Fort, uno dei grandi nomi  - fa sapere OIP solo prodotti italiani - della vinificazione di Bordeaux in Francia, motivato dalle particolari caratteristiche del terroir toscano e dalla possibilità di seguire il progetto sin dalla prime fasi.

I riconoscimenti non tardano ad arrivare, dai bicchieri Gambero Rosso alle ottime recensioni di Wine Enthusiast, in particolare per il Merlot in purezza della cantina, MERLOT L'URLO URLARI, tanto apprezzato dai consumatori da arrivare ad essere il vino più votato nella app Vivino nelle scorse settimane, con un punteggio medio di 4.2/5. Il colore è un rosso intenso dalla tonalità piuttosto scura, al naso risaltano aromi di frutta rossa, mirtilli in particolare, accompagnati da spezie e tabacco. Al palato si percepisce immediatamente una sensazione vellutata assoluta, piena, con note speziate intense (cannella, chiodi di garofano) ed infine di vaniglia grazie all’affinamento di 12 mesi in barrique di rovere francese, ottima anche la persistenza".

Sabato, 16 Marzo 2019 07:34
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di LAURA BALDASSINI

Un vernissage nel segno della ricercatezza del gusto e dell'eleganza quello del ristorante " Coquus", a Querceta, andata in scena nei giorni. . La griffe è del noto chef  .Alessandro Filomena 

 

 

    CHI E'

Alessandro Filomena si appassiona di cucina tra le mura di casa, grazie alle donne di famiglia, mamma e nonna. Finite le scuole dell'obbligo, si iscrive all'Alberghiero per dare spazio alla sua missione: curiosità e passione per la cucina. Il maestro che lo forgia è Sergio Malfatti, fratello del famosissimo poeta viareggino Egisto. Salpa poi, giovanissimo, sulle crociere Costa dove proprio grazie al mentore affina il concetto di ristorazione, food & beverage. Ha lavorato per il Principe al Bistrot e ai Fratellini's sempre al Forte dei Marmi. Apre la versione moscovita del Bistrot della famiglia Vaiani e si trasferisce a Firenze, al centralissimo Barretto per poi abbracciare la sua avventura più significativa al Franco Mare nel 2012 con cui ottiene riconoscimenti su tutte le guide e due forchette Michelin.

 

 

OBIETTIVI 

    "  La nostra mission è quella di forgiare una ristorazione con un'ideale rapporto prezzo/qualità, per avvicinare tutti all'alta cucina italiana, con piatti sostanziosi, ben costruiti ma non impossibili nella loro comprensione.

Verità, veracità, passione. Una location romantica, adatta sia alla coppia che  ai  gruppi, anche grazie al nostro delizioso giardino che animerà la frazione di Querceta nelle belle serate primaverili e per tutta l'estate. A pranzo a cena, per tutte le esigenze" è il pensiero di Filomena.

 

 

DOLCI

Sonia Cani, già allieva di Loretta Fanella con esperienze anche a Borgo San Jacopo, ristorante Stella Michelin e Bistrot Forte dei Marmi, sarà la chef pasticcera di un ristorante che si propone fra le grandi novità della stagione culinaria versiliese.

 

Venerdì, 08 Marzo 2019 07:29
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di LARA FIORINI

Il marzapane pietrasantino è un dolce tipico della città d'arte, nulla ha a che vedere con quello che comunemente pensiamo come marzapane.

Tradizionalmente è legato alla fiera di S Biagio quasi quanto lo sono i tordelli di carne al ragu’. Veniva offerto agli ospiti scesi dai paesi montani a vendere la loro merci nei primi giorni di febbraio. Questa semplice ricetta ha davvero qualcosa di speciale, la croccantezza esterna della torta si contrappone alla morbidezza del cuore profumato di mandorle. Ogni “sposa” ha la sua ricetta come per i tordelli, questa che vi propongo mi è stata donata da una nonna pietrasantina doc, la Marì

Ricetta

ingredienti:

  • 300 g di mandorle pelate
  • 200 g di zucchero semolato
  • 4 albumi d'uovo
  • zucchero a velo
  • un pizzico di sale.

 

Preparazione:

Sbucciate le mandorle, (per chi non è avvezzo spiego un metodo facile e veloce per farlo). Fate bollire un litro di acqua ed immergetevi le mandorle spengete il fuoco. Passati pochi minuti freddatele sotto l'acqua e vedrete che la buccia si toglie facilmente.

La tradizione vorrebbe che a questo punto si sminuzzassero le mandorle in un mortaio per permettere all'olio dei semi di uscire in maniera naturale ad esprimere al meglio il loro l'aroma. Ovviamente noi per comodità useremo il mixer e le frulleremo con 150 g di zucchero. Montate gli albumi a neve con i rimanenti 50g di zucchero e un pizzico di sale. Amalgamate bene la farina di mandorle) con gli albumi in maniera delicata.  Foderate una teglia di 24 cm, versate l'impasto livellandolo con una spatola. Cuocete facendo attenzione che non si colori troppo a 180°.

Sfornate, fare raffreddare e spolverate con lo zucchero a velo.

E buon appetito, ovviamente…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato, 23 Febbraio 2019 17:51
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di LARA FIORINI

Scrivere di cucina versiliese è sicuramente un ottimo modo per parlare anche della vita e delle tradizioni della nostra terra.

Questo ci riporta indietro nel tempo, quando bambini scoprivamo i primi sapori a casa della nonna, vi si ritrovavano profumi legati alla terra, piatti di carne e di verdura, pur essendo la Versilia un luogo di mare.

Tordelli, lasagne, arrosti e fritture di verdura erano i piatti della festa anche se per la maggiore parte delle  ricette possono essere considerate piatti poveri: non  per noi, che continuiamo a ritenerle  preziose non solo per il valore storico,  ma anche nutrizionale.

Iniziamo un percorso di riscoperta dei sapori semplici legati alla memoria.

 

I Manifregoli della nonna "Luì".

Questo piatto ci arriva dall'alta Versilia, la "Luì" lo faceva per colazione.

I Manifregoli non sono altro che una polentina di farina di castagne calda, tuffata in un piatto di latte freddo.

Semplice e nutriente veniva servita agli uomini dell'alta Versilia che dovevano affrontare una giornata di lavoro in cava o nei boschi a fare carbone e legna.

Ricetta per 4 persone :

  • 400g di farina di castagne macinata a pietra.
  • Latte vaccino quanto basta
  • acqua 1 litro
  • panna liquida a piacere
  • sale.

Mettere a bollire l'acqua con un pizzico di sale, aggiungere piano la farina di castagne setacciata e fare cuocere per circa trenta minuti mescolando con un mestolo di legno.

Deve rimanere come una polentina soffice,nel caso diventasse troppo dura aggiungere un po d'acqua nella cottura.

Una volta cotta se ne mette un ramaiolo nella scodella versandoci sopra il latte ben freddo e la panna.

In alternativa si può usare anche della ricotta o per i più golosi nella versione moderna un 'ciuffo' di panna montata.

Chi, a suo tempo, non aveva farina di castagne poteva tostare un po' di farina 00 in una padella e usarla nello stesso modo aggiungendo lo zucchero: questa ricetta veniva chiamata ' Potina'.

Una versione italiana del Porridge inglese.

 

Martedì, 12 Febbraio 2019 07:08
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Nel calendario degli aventi di Pietrasanta sta per arrivare un nuovo appuntamento tutto dedicato al gusto.  Forte della collaborazione con la città francese di Mougins, in Costa Azzurra, che da 13 anni celebra con successo l'alta cucina, anche la Piccola Atene avrà il suo rendez-vous con l'arte della buona tavola. La macchina organizzativa è partita e le date fissate sono il 7 e 8 settembre 2019. Il centro storico diventerà un vero e proprio villaggio della cucina con spazi dedicati a cooking show, master class, conferenze, concorsi, mercati a km zero e delle prelibatezze, serate di gala con gli chef dell'eccellenza, dislocati dal Giardino della Lumaca al Chiostro di Sant'Agostino, con probabile utilizzo di Palazzo Panichi, Musa e varie piazze cittadine. In programma anche molteplici eventi nei quali l'arte culinaria si incontrerà con l'arte visiva. Un percorso enogastronomico coinvolgerà i ristoranti locali in diretto dialogo con la manifestazione. 

 

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Venerdì, 01 Febbraio 2019 08:14
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