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Appuntamento, lunedì 24 giugno, con la decima edizione di Versilia Gourmet la cena di Gala, a firma del periodico Paspartu, chiamato a premiare i migliori chef della zona. Oscar della ristorazione che andrà in scena sulla spiaggia del Bagno Ariston di Lido di Camaiore. 

Lunedì, 24 Giugno 2019 06:39
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di LARA FIORINI

Cari amici oggi voglio condividere con voi una ricetta che ho visto cucinare solo dalla mia famiglia.

Sicuramente alcuni di voi la conoscerann,  ma non è cosi usuale come altre ricette tradizionali. Questa piccola perla del palato è una zuppa nella quale si usano prodotti tipici e rari, i fagioli dall'occhio e i Pastinocelli.

I fagioli dall'occhio li conoscono tutti, ma non tutti sanno che sono molto salutari essendo ricchi di vitamine e minerali preziosi come ferro, magnesio, potassio , calcio zinco e selenio. Per non parlare delle proteine, cento gr di fagioli ne contengono circa ventitrè gr.

I Pastinocelli (Daucus carotae maior)invece sono piccole carote selvatiche che ho raccolto in collina. Purtroppo questa carotina tipica della Versilia non viene quasi più coltivata se non da poche persone fra S Anna e Palagnana.

Della carota coltivata che è di un colore chiaro si usa la radice mentre della pianta spontanea si usano principalmente le foglie: per quanto mi riguarda  uso tutto, questo erbuccio ha un profumo fresco e di nocciola, che rende la zuppa deliziosa.

Ricetta per 4 persone

 

  • 2 cipollotti freschi
  • 1costina tenera di sedano
  • pastinocelli un bel mazzo
  • 3 hg di fagioli dall'occhio secchi
  • salvia
  • rosmarino
  • olio evo
  • sale
  • pepe
  • una fettina di pancetta stesa salata.

 

Preparazione:

Dopo aver mollato i fagioli per dodici ore cuoceteli fino a quando non risultino teneri ed infine scolateli.

In una casseruola versate un filo d'olio e aggiungete cipolla, sedano, le radici di pastinocelli e la pancetta tagliata a fettine.

Fate rosolare fino ad imbiondire la cipolla,poi aggiungete acqua salvia e rosmarino.

Infine salate.

Dopo una ventina di minuti di cottura aggiungete le foglie dei pastanocelli tagliate grossolanamente, quasi a fine cottura aggiungete i fagioli.

Servite calda con pane agliato ed un filo d'olio evo.

Io aggiungo sopra un trito di salvia rosmarino e aglio e un pizzico di pepe.

Spero proprio che vi piacciae... buon appetito.

 

 

Giovedì, 30 Maggio 2019 07:22
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Secondo uno studio dell'istituto Swg - fonte Toscana Salute - il 16% degli italiani compra i prodotti bio. Sempre stando a questa indagine demoscopica il 63% degli intervistati si è dichiarato pronto a spendere fino al 10% in più per un prodotto bio perchè ritiene che sia fondamentale per la salute e per l'ambiente. Aggiungendo che lo stesso prodotto è, solitamente, buono. 

Sabato, 25 Maggio 2019 07:10
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di ALICE MEI

Il pane...agli agrumi. Possibile? A quanto pare si. I ricercatori del ' Crea', come riporta il periodico Live, hanno infatti pensato un pane ad alto contenuto di fibre arricchito " per la prima volta con appunto le fibre della farina di agrumi che si ottiene  da buccia, polpa e semi". Parliamo di pagnotte con " con due tipologie di agrumi, arance rosse e limone". A quanto pare, rispetto  a un pane integrale di grano, quello con in dote le farine di agrumi ha un maggiore valore nutrizionale. Non resta che...assaggiarlo. 

Martedì, 14 Maggio 2019 07:30
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Una doppia etichetta, “ Granchio Bianco” e “ Granchio nero” per una birra che, nella sua ideale alchimia di sapori e aromi,  sarà presentata  per la prima volta sabato 27 e domenica 28 aprile ad “ Enolia”, a Seravezza.

Una novità assoluta frutto della condivisione delle esperienze del Birrificio   sul Mare  e delle Cantine Basile di Pietrasanta  dove  alla tipicità della birra italiana si accompagnano diverse varietà di uva delle nostre colline.  La creazione di 2 Iga – Italian Grape Ale - , birre nelle quali il carattere dell’uva esalta in simbiosi gli ingredienti del mosto di birra, è stata infatti  voluta e pensata caratterizzando i profumi e i frutti   della terra di Pietrasanta e della Versilia.

La  “ Granchio Bianco”  è figlia delle fecce nobili del ‘ Vementino bianco’: morbida, vellutata, con una maturazione su  note delicate e facilmente riconducibili all’uvaggio impiegato sebbene il lungo passaggio in rovere francese ne abbia approfondito la ‘ beva’.

La Granchio nera’ è birra frutto della vinaccia del ‘ Vermentino nero ‘ per una fermentazione secondaria che risulta caratteriale e generosa nella sua spinta verso punte acetiche e suggestioni belghe. Tutto questo  è stato reso possibile dal connubio fra due mondi solitamente  lontani – quello della birra e del vino -,  ma oggi più vicini grazie alla passione e alla professionalità di imprenditori come quelli del Birrificio sul Mare e delle Cantine Basile supportati dal mastro birraio Michele Menchini.

Sabato, 27 Aprile 2019 06:59
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di LARA FIORINI

Pasqua è un giorno di rinascita e di abbondanza:  la tradizione versiliese usa proporre diverse pietanze speciali, ma soprattutto le torte, dolci e salate.

Oltre alla Pasimata (schiacciata con uva e semi di anice) e alla torta di riso dolce, degna di nota è la "torta Putta" sicuramente un piatto irrinunciabile, in Versilia,  per festeggiare la mattina di Pasqua.

La colazione tradizionale è abbondante, oltre alle uova benedette che si consumano con un pizzico di sale e cannella si usa infatti mangiare anche una fetta di torta putta.

Ogni famiglia ha la sua variante, questa ricetta semplice che vi propongo è quella di mia mamma, la preparo ogni anno e la mia cucina si riempie di profumi e di ricordi preziosi.

Una volta si cuoceva rigorosamente nel forno a legna, in una teglia di coccio.

Oggi va benissimo anche il forno di casa

Le spezie si trovano già miscelate nei vecchi alimentari se non le trovate seguite la ricetta.

 

 

 

RICETTA

  • 3 hg di riso

  • 1 litro di latte intero

  • 150 g pecorino romano

  • 150 g di parmigiano o grana padano

  • 5 uova intere

  • spezie già miscelate mezzo cucchiaio, oppure 1 cucchiaino colmo di cannella, 5 g di noce moscata, 5 g di chiodi di garofano ovviamente tutto in polvere.

  • Pepe abbondante e sale quanto basta

 

Preparazione:

 

Lavate il riso sotto l'acqua fredda e mettetelo a cuocere in abbondante acqua, una volta cotto al dente lasciatelo freddare in una ciotola, aggiungete uova,  spezie formaggio e latte.

Versate tutto in una teglia media e infornate a 180° fino a quando sulla superficie non si formerà una crosticina dorata, una quarantina di minuti dovrebbero bastare.

Buon appetito e Buona Pasqua.

 
Giovedì, 18 Aprile 2019 19:45
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di LARA FIORINI

In primavera la cucina versiliese si riempie di profumi e sapori meravigliosi. Molti dei piatti più semplici e gustosi sono fatti con ingredienti legati alla terra, erbe spontanee e germogli.

Oltre alle zuppe e alle varie preparazioni con le erbe di campo,  delle quali potremo parlare in seguito, deliziose sono le frittate di noppoli e asparagi selvatici.

La pianta del noppolo .- che ha proprietà sedative -  non è altro che luppolo selvatico, se ne raccolgono i germogli a primavera nella piana versiliese in prossimità dei corsi d'acqua.

Invece gli asparagi selvatici chiamati anche asparagina si trovano più facilmente in collina: hanno  proprietà diuretiche, depurative e disintossicanti per fegato e reni.

Con questi germogli, in assato, si cucinavano risotti, frittate, zuppe e contorni.. Le famiglie contadine si tramandavano la conoscenza delle erbe eduli. ma anche di quelle officinali preziose in special modo nei periodi di magra come il dopo guerra. Ogni anno a primavera diventa così un rito passeggiare al primo sole lungo il fiume Versilia raccogliendo erbe e pensando a questa grande ricchezza  da noi ereditata.

  Ricetta:

 

      *     un mazzetto di noppoli o di asparagi selvatici

 

      *     4 uova intere grandi

 

      *     olio evo

 

      *     sale qb

 

      *     latte qb

 

      *     formaggio grattugiato ( grana o parmigiano).

 

     Pulite i germogli e togliere le parti più dure, spezzarli in una padella con un filo di olio, lasciar cuocere.

 

      Gli asparagi avranno bisogno di maggior tempo di cottura, consiglio di aggiungere un po di acqua e coprire la padella con un coperchio.

 

      Preparate le uova sbattendole con formaggio sale e un pochino di latte.

 

      Togliete dalla padella la verdura e unitela all'uovo mescolando.

 

      In seguito un filo di olio nella padella antiaderente e versate l'impasto cuocendo bene da tutti e due i lati girando la frittata con un coperchio.

 

      Io le servo con una fresca insalata. E, ovviamente,  buon appetito.

 

     

     

Giovedì, 11 Aprile 2019 06:34
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Weekend con lo Street Food a Tonfano di Marina di Pietrasanta.  Appuntamento di inizio primavera da leccarsi i baffi con la quarta edizione del festival del cibo da strada più atteso dell’anno. Un fine settimana gastronomico, in programma nel centro di Tonfano, da venerdì 5 aprile a domenica 7 aprile dalle ore 10 fino a tarda notte. L'evento è organizzato da Marina Eventi con il patrocinio del Comune di Pietrasanta. Un villaggio gastronomico, con 20  mezzi  “posteggiati” in via Versilia, la centralissima via dei negozi e dello shopping. Oltre alla cucina tipica regionale italiana, da divorare ci sono i celebri hamburger americani, specialità europee come la paella ma anche il cibo oltreoceano con quesadillas mexicane, cucina etnica thai e tanto altro.

Non solo food, ma anche tanta musica ed intrattenimento accompagnano il weekend del cibo di strada con il dj set-karaoke in agenda sabato 6 aprile dalle 21.00 in poi.

Venerdì, 05 Aprile 2019 06:47
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      “Leonardo non era vegetariano” nel Chiostro di S. Agostino. Terzo ed ultimo appuntamento mercoledì 3 aprile (alle ore 17.00) a Pietrasanta con il ciclo di incontri letterari patrocinati dal Comune di Pietrasanta nell’ambito delle celebrazioni del 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci. Edito da Editore con la prefazione di Oscar Farinetti “Leonardo non era vegetariano” è un libro con due anime, una storico artistica e un'altra culinaria. Gli autori ci regalano infatti un ritratto inedito del grande genio toscano come pioniere della moderna cultura gastronomica.

 

 Leonardo da Vinci amava il cibo, esplorò le proprietà degli alimenti per la salute del corpo, inventò macchine e utensili per la sua lavorazione e lo rese protagonista anche nei suoi dipinti, come Cenacolo, la mensa più famosa del mondo.

 Il libro è in realtà un vero e proprio manuale di cucina contemporanea composto da ricette sfiziose, illustrate fotograficamente in ogni fase di preparazione, dello chef Eataly, Enrico Panero (Ristorante Da Vinci, Eataly Firenze) capaci di evocare intensamente, con gusto e creatività, il mondo di Leonardo. Tra gli autori Davide Paolini che introduce le tappe di un viaggio tra i luoghi, le opere e i sapori di Leonardo che si mescolano con le invenzioni culinarie di Panero introdotte dalle note di Annamaria Tossani, che collegano la cucina di Leonardo a quella del nostro tempo. Cristina Acidini, tra i massimi esperti mondiali di arte rinascimentale, racconta la poesia del Cenacolo più famoso del mondo. In appendice, un glossario con gli ingredienti studiati da Leonardo impiegati nelle ricette di Panero e una cronologia leonardiana.   La presentazione del libro è anche l’occasione per visitare la mostra “Leonardo Digitale” di Andreas Oliver Klein ospitata tra la Chiesa ed il Chiostro di S. Agostino fino a domenica 7 aprile. L'ingresso è gratuito.

Lunedì, 01 Aprile 2019 05:46
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Una proposta di successo. Stiamo parlando di " Urlari una delle cantine Toscane che negli ultimi anni si è ritagliata un posto tra i nomi emergenti, in un panorama enologico nel quale, data la presenza di moltissimi produttori di ottimo livello, spiccare è tutt’altro che semplice.  Successo dovuto a diversi fattori, tra cui risalta l’enologo Jean-Philippe Fort, uno dei grandi nomi  - fa sapere OIP solo prodotti italiani - della vinificazione di Bordeaux in Francia, motivato dalle particolari caratteristiche del terroir toscano e dalla possibilità di seguire il progetto sin dalla prime fasi.

I riconoscimenti non tardano ad arrivare, dai bicchieri Gambero Rosso alle ottime recensioni di Wine Enthusiast, in particolare per il Merlot in purezza della cantina, MERLOT L'URLO URLARI, tanto apprezzato dai consumatori da arrivare ad essere il vino più votato nella app Vivino nelle scorse settimane, con un punteggio medio di 4.2/5. Il colore è un rosso intenso dalla tonalità piuttosto scura, al naso risaltano aromi di frutta rossa, mirtilli in particolare, accompagnati da spezie e tabacco. Al palato si percepisce immediatamente una sensazione vellutata assoluta, piena, con note speziate intense (cannella, chiodi di garofano) ed infine di vaniglia grazie all’affinamento di 12 mesi in barrique di rovere francese, ottima anche la persistenza".

Sabato, 16 Marzo 2019 07:34
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